Perché la musica fa venire i brividi

Perché la musica fa venire i brividi? È una delle domande che sorgono ogni volta che si sente una melodia che piace tanto, o anche quando si guarda un film commovente.

A livello sensoriale si avverte una strana sensazione che parte dal basso, a volte dai piedi, e si espande in tutto il corpo, provocando un effetto di pelle d’oca.

Tanti scienziati si sono interrogati su questo argomento e ad oggi vi sono diverse teorie.

Frisson

In Francia questa sensazione viene definita attraverso un termine, “le frisson”.
Questa parola sta ad indicare una vera e propria esperienza di piacere che si diffonde in tutto il corpo e connessa con il cervello.
Per comprenderla a trecentosessanta gradi può essere definita come l’innesto del film “Inception”. Una frequenza musicale è così potente da scendere nelle profondità più remote del nostro cervello e innescare reazioni sensoriali molto forti.
Alcuni studi hanno dimostrato che metà della popolazione mondiale percepisce questo strano brivido.

Le teorie in merito sono le più disparate. C’è chi sostiene che questa reazione fisica sia un residuo dei nostri antenati primordiali, le scimmie, che riuscivano a mantenere la loro temperatura corporea calda attraverso il pelo che ricopriva la pelle. Se vi era un rapido cambiamento di temperatura, l’effetto era quello della pelle d’oca unito a questo strano effetto di piacere.
In un altro studio si è ipotizzato che se è una persona è immersa a livello cognitivo con il brano musicale, la conseguenza sarà una maggiore attenzione verso tutti gli stimoli che il brano può determinare.

Piacere emotivo

Ancora, per altri il frisson è una vera e propria tempesta di piacere derivante da alcune aree del cervello. Si suppone che attraverso l’ascolto di un brano musicale che piace si possano attivare simultaneamente diverse aree del cervello, provocando questa massima reazione piacevole.

Nello specifico, si hanno i brividi quando si ascoltano segnali elettrici a bassa frequenza (onde theta) ed essi stimolano l’area della corteccia orbitofrontale, relativa alle emozioni e l’area motoria, relativa al controllo dei movimenti.
E non bisogna dimenticare anche e il lobo temporale destro, colui che è principalmente coinvolto nell’apprezzamento delle note musicali.

Insomma, ancora oggi, non si ha una teoria univoca sul perché si prova questa sensazione.

Ma la nota positiva, a detta di De Gregori, è che esistono “quelli che hanno letto un milione di libri e quelli che non sanno nemmeno parlare, ed è per questo che la storia dà i brividi: perché nessuno la può fermare”.

Ciò che è fuori dal nostro controllo può provocare emozioni spettacolari: ecco perché la musica fa venire i brividi.

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