Perchè la musica di Franco Battiato non dovrebbe mai mancare nella playlist 2021

Unione di ritmi, melodie, culture diverse tra loro. La musica di Franco Battiato (all’anagrafe Francesco, nato nell’odierna cittadina di Riposto, vicino Catania) ha sin dai primordi evocato popoli, epoche storiche, luoghi e fantasie di immagini lontane. Emozioni semplici, terrene, che si scontrano con ambizioni spirituali e alte.

Ed è proprio alla praticità e all’essenza dell’ascolto che si rivolge questo articolo. Perché la musica di Franco Battiato non dovrebbe mai mancare nella playlist 2021? La musica del Maestro, così salda nelle orecchie degli italiani, si dimostra ancora attuale, potente, forse una guida. Ecco perché inoltrarsi alla scoperta delle ragioni che la rendono tale.

Cantautore e Maestro

Francesco Battiato nasce a Jonia, in piccolo paese della provincia di Catania, nel 1945. Trasferitosi a Milano, si immerge immediatamente nel flusso della sperimentazione musicale europea che lo spinge a superare i prodotti cantautoriali italiani.

Ma questo superamento consentirà alla musica italiana di rivoluzionarsi e aprirsi a nuovi modi di comunicare, a nuovi sound e prospettive (è il primo a introdurre il sintetizzatore vocale in Italia). La musica si fa portatrice di poesia e filosofia, di verità e di storia. La ricerca di Battiato non si riduce alla musica, infatti più tardi ad essa si unirà il cinema, la pittura, la meditazione, l’opera e il teatro.

Una musica che sposa un linguaggio universale, forse a volte troppo criptico, difficile, ma che alimenta il cuore dell’ascoltatore. Tra i dischi di maggiore successo si ricorda L’era del Cinghiale Bianco (1979), La Voce del Padrone (1981) e brani come “Povera patria”, “Bandiera Bianca”, “Centro di Gravità Permanente” e “La Cura”.

Perchè la musica di Franco Battiato non dovrebbe mai mancare nella playlist 2021

La musica di Franco Battiato è la dimostrazione di quanto l’arte possa essere attuale e al contempo parlare dell’universale che non ha tempo.

Non solo per l’utilizzo di tecniche musicali all’avanguardia, bensì per la fusione di temi apparentemente discordanti: la rivoluzione delle idee, la politica, l’amore, la filosofia, le emozioni contrapposte alla razionalità.

E ancora, questa musica spesso veicola un sentimento di protesta, di ribellione. L’invito a esprimere le proprie idee, anche in contrasto con il pensiero dominante, ma farlo con coscienza. Così i ribelli “capitani coraggiosi, furbi contrabbandieri macedoni…” diventano eroi e modelli di libertà.

Ecco cosa insegna questa musica, a non fermarsi a ciò che viene imposto come giusto. Modellare la propria via seguendo se stessi, la bellezza del mondo e delle persone che ci circondano. Una musica necessaria a risollevarsi, combattere, un anti-depressivo di ironia. Dove una poesia o un gesto d’amore contiene in sé “la cura”.

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