Perché investire nelle infrastrutture è la scelta giusta, in questo momento storico

Perché investire nelle infrastrutture è la scelta giusta, in questo momento storico? La risposta scontata è che far ripartire gli investimenti è la maniera migliore per rimettere in moto l’economia. E quali investimenti creano più occupazione delle infrastrutture? Le quali, tra l’altro, hanno anche l’indubbio vantaggio di essere necessarie, in quanto più infrastrutture equivalgono a migliore logistica?

La risposta meno scontata è che le società operanti in questi settori sono tra le poche ad aver annunciato aumenti di investimenti e dividendi. E, nell’epoca dei tagli a seguito della crisi, è un altro vantaggio non da poco.

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I motivi della scelta giusta

Dicevamo che far ripartire gli investimenti sia la maniera migliore per rimettere in moto l’economia. I governi oggi devono avere questo compito precipuo. Il nuovo paradigma economico è chiaramente imperniato su una più massiccia presenza dello Stato nell’economia. Per questo motivo la sfida del rilancio passerà giocoforza per i bilanci statali. Tramite questi, finirà sui progetti delle grandi opere pubbliche. Potrebbe quindi essere il momento di esaminare i prodotti finanziari dedicati al settore infrastrutturale, siano essi fondi o ETF.

Entrambi questi prodotti investono su azioni quotate a livello globale di società che operano nei settori di pubblica utilità. Si parla quindi di società attive in settori come acqua, elettricità, ferrovie, aeroporti, condutture e torri di trasmissione delle linee wireless. Sebbene i business descritti siano molto eterogenei, esistono comunque dei fattori comuni. Ad esempio, forti barriere all’ingresso, alto potere di determinazione dei prezzi, alti cash flow e quindi dividendi stabili nel tempo. E tutto questo costituisce un evidente vantaggio competitivo.

Perché investire nelle infrastrutture è la scelta giusta, in questo momento storico? Qualche strumento adatto

Per rimanere nelle semplicità più totale, ci limitiamo a due prodotti. Un fondo e un ETF. Il fondo è il GS Global Infrastructure Equity di Goldman Sachs AM. Ed è quello che ha la miglior performance annualizzata a 3 anni (+14,5%/anno) tra quelli della sua categoria.

Non è economico perché ha elevati costi d’ingresso (massimo 5,50% del gestito), e un costo annuo dell’1,90%. Ma, come visto, garantisce ampie performance positive. L’ETF è l’iShares Global Infrastructure (NASDAQ:IGF) di BlackRock. Può vantare un rendimento a 3 anni annualizzato di +13,47%/anno, ma costi decisamente inferiori al fondo di GS, che constano di un mero 0,65%. E senza commissioni d’ingresso, chiaramente. Distribuisce anche un dividendo trimestrale pari al 2,42% annuo.

Due buoni prodotti, quindi. Due prodotti che hanno saputo generare alpha (cioè sovraperformance) in maniera sistematica sui tre anni che costituiscono il periodo di confronto dell’analisi che abbiamo fatto. La differenza, come sempre tra fondi ed ETF, la fanno i costi.

Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore, consultabili QUI»)

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