Perchè in caso di prelievo forzoso dal conto corrente il risparmiatore non può fare nulla per evitare la tassa patrimoniale 

Ogni volta che l’Italia è in difficoltà si torna a parlare di tasse, in particolare di quelle che sono applicate sui patrimoni. A partire, per esempio, da un inasprimento della tassazione sugli immobili. Fino ad arrivare al tanto temuto prelievo forzoso sui conti correnti bancari e postali.

Il prelievo forzoso dai conti correnti bancari e postali è uno dei modi più sicuri e più veloci per fare cassa. Non solo per lo Stato italiano, ma anche per qualsiasi altro Paese che si trova con l’acqua alla gola.

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Detto questo, il prelievo forzoso dal conto corrente bancario e postale è possibile, anche perché in Italia c’è già stato. In realtà, questo è meno probabile di quanto si possa pensare. Anche perché si tratta di una misura impopolare che fa in genere crollare a piombo la fiducia nei partiti politici.

Perchè in caso di prelievo forzoso dal conto corrente il risparmiatore non può fare nulla per evitare la tassa patrimoniale

Detto questo, con l’attuale conflitto in Ucraina è tornato in auge proprio il fantasma del prelievo forzoso dai conti degli italiani. Ovverosia, quello di una vera e propria tassa di guerra per un Paese come il nostro che, da anni ormai, si trova peraltro a combattere con un debito pubblico che è tra i più alti al Mondo.

Ma perché in caso di prelievo forzoso dal conto corrente il risparmiatore non può fare nulla? Perché nella malaugurata ipotesi il prelievo dai conti correnti bancari e postali sarebbe retroattivo. Con il chiaro intento di evitare fughe di capitali. Ovverosia, la cosiddetta corsa allo sportello per togliere tutti i soldi dal proprio conto corrente bancario o postale.

Cosa è accaduto nel 1992 con il governo Amato con una manovra finanziaria davvero lacrime e sangue

Per rendere l’idea, in l’Italia, ai tempi del Governo Amato nel 1992, il prelievo forzoso, pari al 6 per mille sui depositi, fu non a caso retroattivo. In quanto il prelievo forzoso fu istituito con un decreto legge, quello dell’11 luglio del 1992.

Tuttavia, la data del prelievo forzoso dai conti fu, in realtà, quella del 9 luglio del 1992. Il prelievo forzoso sui conti al tempo rientrò tra i provvedimenti di una manovra finanziaria lacrime e sangue da ben 93.000 miliardi delle vecchie lire.

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