Perché il TFR accumulato è più basso di quello che si riceve in busta paga alla fine del rapporto di lavoro?

Quando si decide di dimettersi per una nuova opportunità professionale il datore di lavoro deve corrispondere il TFR. La prestazione di trattamento di fine rapporto matura per l’intero periodo di servizio prestato. Ma perché il TFR accumulato è più basso di quello che si riceve in busta paga alla fine del rapporto di lavoro? Il valore del TFR maturato evidente in busta paga è soggetto all’aliquota fiscale. Analizziamo come si calcola il TFR e qual è il valore netto spettante.

Perché il TFR accumulato è più basso di quello che si riceve in busta paga alla fine del rapporto di lavoro?

Il trattamento di fine rapporto corrisponde ad una retribuzione differita che non è riconosciuta mensilmente, ma è accantonata anno per anno. Poi, è riconosciuta al lavoratore alla risoluzione del rapporto di lavoro.

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La Legge prevede che il datore di lavoro deve accantonare, per tutta la durata del rapporto di lavoro, una quota della retribuzione. L’accantonamento del TFR è operato anno per anno. Inoltre, da considerare che il TFR è rivalutato in base agli indici di consumo.

Calcolo del TFR

Il TFR è accantonato anno per anno dal datore di lavoro e tale importo deve essere rivalutato annualmente. La tassazione del TFR è operata nel modo seguente:

a) si stabilisce il TFR (quota capitale) senza importo di rivalutazione, in quanto già soggetto a tassazione annualmente con l’aliquota dell’11%;

b) si divide il TFR per il numero di anni e mesi di effettivo servizio. Il risultato ottenuto si moltiplica per 12 e si ottiene il reddito annuale di riferimento;

c) in base agli scaglioni IRPEF di reddito si calcola l’aliquota con cui il redito sarà tassato alla cessazione del rapporto di lavoro.

Esempio di calcolo

Ipotizziamo un lavoratore che ha lavorato per dieci anni consecutivi e il suo reddito annuale è pari a 30.000 euro. Mentre, il TFR lordo è di 25.000 euro.

Quindi si dovrà eseguire il seguente calcolo: (25.000 diviso 10 anni di lavoro per 12 mesi).

L’aliquota media applicata di riferimento è il 25% (calcolata secondo gli scaglioni IRPEF).

In effetti, il calcolo è così effettuato: TFR lordo di 25.000 per 25% (aliquota media) = 6.250 euro.

Il TFR netto è dato dalla differenza di 25.000 – 6.250 = TFR netto 18.750 euro.

I dipendenti del pubblico impiego possono consultare il TFR maturato dal sito INPS e capire se l’importo è corretto.

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