Perché il riconoscimento di un debito futuro non ha validità nel nostro ordinamento?

Promessa di pagamento e riconoscimento di debito sono due fattispecie, previste dal nostro codice civile, che comportano un interessante effetto giuridico.

Non richiedono al soggetto beneficiario di provare il rapporto sottostante, da cui scaturisce, simmetricamente, il diritto di credito del beneficiario.

Questo significa che il creditore, a favore del quale tale fattispecie è stata fatta, beneficia di una inversione dell’onere probatorio.

Normalmente è il creditore che, se chiama in causa il debitore, deve provare il rapporto sottostante, ad esempio un contratto da cui siano sorte obbligazioni della controparte.

In questo caso, invece, l’onere della prova spetta al debitore che, per liberarsi, se intende provare di nulla dovere, dovrà dimostrare non sussista alcun rapporto sottostante, da cui quel debito sarebbe sorto.

Ma, inquadrata in generale tale fattispecie giuridica, analizziamo un caso particolare, quello del riconoscimento di debito futuro, ponendoci un interessante quesito.

Perché il riconoscimento di un debito futuro non ha validità nel nostro ordinamento?

Dal punto di vista del dettato normativo, alcuna disposizione di legge vieta che un riconoscimento di debito possa far anche riferimento a debiti futuri.

Un riconoscimento di debito potrebbe quindi riferirsi, formalmente, ad un debito che sorga in data futura.

Vediamo quindi perché un tale riconoscimento non sarebbe valido.

Il riconoscimento di debito è considerato dalla quasi totalità della dottrina e della giurisprudenza un atto meramente ricognitivo.

Ma questo cosa significa?

Riconoscimento di debito: atto costitutivo o meramente ricognitivo?

Gli atti giuridici possono suddividersi in varie classificazioni, in base al criterio adottato.

In tal senso, si possono ad esempio avere atti costitutivi e ricognitivi.

I primi sono produttivi di un effetto giuridico, prima inesistente, come un diritto di credito.

Gli atti ricognitivi, invece, non producono alcun effetto giuridico, limitandosi a riconoscere situazioni giuridiche esclusivamente preesistenti.

Proprio per questo motivo il riconoscimento di debito non può riguardare un debito futuro, In questo caso, infatti, non avrebbe un effetto ricognitivo, in quanto nel momento in cui viene fatto il relativo debito, ovviamente, non sussiste ancora.

Avrebbe invece un effetto costitutivo, riguardando un effetto giuridico non preesistente.

Ma in questo caso, sarebbe affetto da nullità o, secondo alcuni autori, addirittura da inesistenza giuridica, non essendo una tale tipologia di atto, secondo la prevalente dottrina e giurisprudenza, ammesso nel nostro ordinamento con effetti costitutivi, ed avendo invece natura meramente ricognitiva.

Sarebbe assimilabile, cioè, ad una testimonianza che affermi non quello che è successo in passato, ma cosa succederà in futuro. Ovviamente non è ammissibile.

Abbiamo quindi risposto, in questo articolo, al seguente quesito: “Perché il riconoscimento di un debito futuro non ha validità nel nostro ordinamento?”.

A cura di Gian Piero Turletti, autore di “Magic Box” e “PLT

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