Perché i nostri BTP vanno a ruba

Perché i nostri BTP vanno a ruba? Nonostante le forti tensioni sul debito pubblico e le forti difficoltà economiche dell’Italia, i nostri Buoni del Tesoro Poliennale vanno a ruba. Basti pensare al successo avuto dal BTP Italia, sottoscritto da risparmiatori per 23 miliardi. Per non parlare della recente emissione del BTP decennale che ha raccolto richieste per 100 miliardi da investitori istituzionali.

I nostri titoli di Stato sono molto richiesti e c’è un motivo. Ecco perché i nostri BTP vanno a ruba.

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Perché i nostri BTP vanno a ruba

I nostri Buoni del Tesoro Poliennale continuano a riscuotere tra gli investitori un grande successo. Nonostante la forte tensione sul nostro debito pubblico e lo spread che è arrivato a sfiorare i 300 punti. Non è un caso che il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha presentato il nuovo BTP Futura in collocamento senza ripartizione. Significa che verrà dato a tutti coloro che lo richiederanno. Con la segreta ambizione di riuscire a raccogliere molti più miliardi di quelli ottenuti con il BTP Italia.

Ma perché i nostri BTP sono così ambiti dagli investitori, in particolare gli istituzionali stranieri? Il motivo è il “rischio Italia” e quindi intrinsecamente il rischio finanziario insito nei titoli di Stato emessi. Infatti, il rischio intrinseco nei nostri titoli di Stato obbliga il Ministero dell’Economia e delle Finanze ad emettere BTP ad un rendimento alto. Un tasso di interesse che è superiore alla media delle obbligazioni governative emesse dai Paesi sviluppati.

È vero che il rendimento in finanza è un premio legato al rischio intrinseco dello strumento, quindi più il rendimento è maggiore e più il rischio sale. Ma il rischio che l’Italia non possa rimborsare quelle obbligazioni è in questo momento tutto sommato contenuto. Quindi il premio è molto interessante rispetto al reale rischio di mancato rimborso del titolo obbligazionario.

Lo scudo che difende i nostri titoli di Stato

E’ contenuto perché la Banca Centrale Europea grazie al Pepp (Pandemic Emergency Purchase Programme), garantisce uno scudo protettivo ai nostri titoli di Stato. La Banca Centrale Europea (BCE), riacquista tutti i BTP venduti sul mercato secondario. Questo permette di mantenere sotto controllo il differenziale di rendimento tra titoli di Stato italiani e quelli tedeschi (spread), evitando che schizzi verso l’alto. Perché un eventuale forte rialzo dello spread farebbe lievitare di molto il costo in interessi che l’Italia dovrebbe ripagare sulle obbligazioni in scadenza. Questo scenario potrebbe mettere in forte difficoltà i conti italiani spingendoli verso il default.

Evento che non potrà accadere finché la Banca Centrale Europea interverrà sul mercato secondario ad acquistare nostri titoli di Stato, frenando eventuali manovre speculative. È per questo che gli investitori istituzionali sottoscrivono i nostri titoli di Stato a piene mani. Perché sanno che l’Italia in questo momento è in grado di onorare i debiti contratti con l’emissione delle obbligazioni.

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