Perché i bilanci delle fondazioni sono così opachi?

Perché i bilanci delle fondazioni sono così opachi? L’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, nel 2014, li ha resi più poveri. Certo, poi è stata aggirata con i rimborsi elettorali. Ma è indiscutibile che i partiti non hanno più quel fiume di denaro che avevano una volta. Fosse lecito, come doveva essere, o illecito, come si è scoperto che molti ricevevano. Oggi i partiti hanno l’obbligo di uno statuto. E di indicare chi li finanzia e con quanti soldi. Le Fondazioni, invece, non lo fanno. Cioè, non hanno questo obbligo. Perché? La risposta è piuttosto facile. Perché le fondazioni sono trasversali. E consentono di tessere rapporti trasversali, di conseguenza. Quindi rappresentano un modo per affermarsi politicamente. E chi vorrebbe, potendo, doversi giustificare di come viene finanziato, esattamente come una volta facevano i partiti? Nessuno, ovviamente. Quindi l’attuale normativa sulle Fondazioni sfugge a questi controlli.

In Italia ci sono 121 Fondazioni, ci dice il sito OpenPolis, controllore dell’agone politico. Di queste, 101 sono attive. Il 52% di esse nasce come correnti di partito. E ad esse, chiaramente, fa riferimento. Esaminandole bene, però, si scopre che solo il 35% di esse segue gli standard propri di queste istituzioni. Cioè ricerca scientifica e formazione politica. Le migliori in questo campo? ItalianiEuropei di Massimo D’Alema, Magna Carta di Gaetano Quagliarello, Open di Matteo Renzi.

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Perché i bilanci delle fondazioni sono così opachi?

I minori obblighi di trasparenza permettono di eludere la fornitura di opportune informazioni. Solo il 45% pubblica uno statuto. Solo il 19% presenta bilancia pubblici facilmente consultabili. Un mero 6,9% presenta l’elenco degli associati. E solo un ridicolo 2,9% fornisce la lista di finanziatori e donatori. C’è la possibilità che le cose cambino? In realtà sì. Perché il DL Spazzacorrotti (nome altisonante che non è servito a niente) le avrebbe equiparate ai partiti. Quindi sottoposte alle stesse regole. Nominalmente, perché in pratica non è cambiato nulla.

La ragione? Le Fondazioni sono sottoposte alla vigilanza di un ente specifico. La Commissione di garanzia sui bilanci dei partiti. Che è composta da 5 magistrati. Che dovrebbe vigilare su tutte le strutture con organi direttivi composti da persone che per 1/3 abbiano avuto, od hanno, incarichi politici. Si tratta di 54.000 persone. Come pensate che possano riuscirci solo 5 magistrati? Fatta la legge, trovato l’inganno. Come succede (quasi) sempre in Italia.

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