Perché è stato importante il risiko bancario Intesa – UBI?

Perché è stato importante il risiko bancario Intesa – UBI? A quanto pare Intesa Sanpaolo ce l’ha fatta. Con un paio di giorni da vantaggio. E senza bisogno dell’aiutino della CONSOB. Che aveva prolungato di due giorni il termine dell’OPS del gruppo torinese su quello bresciano-bergamasco. E così si chiude la nuova fase del risiko bancario italiano. Probabilmente il primo atto di una serie. Ma cosa comporta questa fusione? Cosa significa per le banche? E per il risparmiatore? Perché è stato importante il risiko bancario Intesa – UBI? Vediamo di spiegarlo in breve.

Il gruppo risultante dalla fusione delle due banche avrà dei gran bei numeri. Sarà il terzo gruppo bancario d’Europa per capitalizzazione. E il settimo per redditività. Conferma l’attivismo di Banca Intesa, guidata da Carlo Messina. E la sua crescita come indiscusso numero uno italiano nel settore bancario. E segna una nuova conquista, dopo l’acquisto fittizio a un euro delle due banche venete fallite di un paio di anni fa. Insomma, Banca Intesa ed il suo AD sono gli indiscussi protagonisti della finanza italiana. L’obiettivo di Messina di passare alla storia è raggiunto. Sotto la sua guida, infatti, la finanza sabauda conquista l’operosa zona veneta. E, adesso, quella bresciano-bergamasca. Un trionfo.

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Perché è stato importante il risiko bancario Intesa – UBI?

Non solo. Vengono ottemperate tutte le richiesta di CONSOB. Compresa la vendita di oltre 500 sportelli di UBI a BPER. Che era la banca in predicato di comprare UBI prima del blitz torinese. Le adesioni degli azionisti di riferimento sono stati la chiave. Adesioni che ovviamente sono avvenute solo dopo un cambio di passo di Intesa. Che è stato l’aumento dell’offerta. Senza il quale sarebbe fallito tutto, diciamolo chiaramente. Intesa ha sborsato altri 652 di milioni di euro per vincere le resistenze che contavano. E, con l’adesione delle Fondazioni bancarie e dei grandi fondi esteri, ce l’ha fatta. Siano al 72% ad oggi, ben superiore ai due terzi necessari. E si crede che finirà con un 90% di adesioni.

Per il risparmiatore è un bel premio. Oltre al 27% e spiccioli dell’offerta iniziale ci sono anche 0,57 euro per ogni azione UBI. E considerando che il titolo vale 3,60 euro, arriviamo ad un premio complessivo intorno al 44% del titolo. Anche per molti azionisti privati è stato difficile resistere. Il risiko che si sta concludendo, infine, mette dei punti fermi.

I veri risultati

Segna la vittoria della finanza sabauda. Una nuova operazione di conquista, stavolta non militare come fu l’Unità d’Italia. E segna la fusione definitiva delle due zone produttive d’Italia, Nord Ovest e Nord Est. Sotto un’unica banca, cioè un’unica bandiera. Quindi singole decisioni. Segna la vittoria e l’incoronazione di Carlo Messina come re del capitalismo italiano. E con lui di Mediobanca, lead advisor dell’operazione. E segna la sconfitta di un altro capitalismo, rappresentato dal duo Messiah – Moratti. Che erano a capo di UBI durante questa scalata ostile, diventata poi più amichevole. Si è trattato della rinascita del vecchio capitalismo d’affari italiano sul quello nuovo. Della vittoria, senza mezzi termini, del capitalismo della grande industria su quello delle PMI. I riverberi di questo affare si sentiranno per molto tempo. E portano Intesa sul podio della finanza europea. Ora vediamo che cosa farà Unicredit, seconda banca italiana. E cosa faranno i competitor europei.

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