Perché è il momento di investire nei colossi dell’agrofarmaco

Oltre che sui titoli delle multinazionali farmaceutiche, gli investitori finanziari stanno puntando ai colossi dell’agrofarmaco. Vale a dire nelle società quotate internazionali specializzate in fertilizzanti, biostimolanti e prodotti che aiutano e supportano le colture. Perché la pandemia blocca i consumi superflui delle famiglie, ma non quelli alimentari, specialmente di verdure.

L’Italia è un forte consumatore di agrofarmaci, essendo il primo paese agricolo in Europa. L’ultima stima di Eurostat valuta il business agricolo superiore ai 32,2 miliardi di euro. Quasi un quinto del valore aggiunto nell’intero sistema agricolo viene generato in Italia. Ecco quali sono i player da tenere d’occhio secondo l’Ufficio Studi Finanza e Mercati di ProiezionidiBorsa.

Calcolatore del reddito da investimenti
Calcola in soli 60 secondi quali dovrebbero essere i tuoi risparmi per affrontare una pensione confortevole. Se hai 350.000 € da investire, accedi al Calcolatore del reddito da investimenti e agli aggiornamenti periodici

Scopri di più

I colossi esteri e i player italiani

Perché è il momento di investire nei colossi dell’agrofarmaco. Il mercato dei fertilizzanti e agrofarmaci è dominato da multinazionali quotate come BASF, Bayer e Syngenta.

Accanto a queste ci sono validi player italiani come Sipcam-Oxon con sede a Pero (MI), stabilimenti produttivi in tutto il mondo e mille dipendenti.

O l’innovativa Valagro, con quartier generale ad Atessa in Abruzzo. Produce bio stimolanti, micronutrienti e fertilizzanti. Nel 2019 ha vinto il premio “Best Performance Award”.

Agrofarma/ Federchimica riferisce che l’industria italiana degli agro farmaci vanta un giro di affari superiore a 950 milioni di euro.

Perché è il momento di investire nei colossi dell’agrofarmaco

Tra le società da tenere d’occhio c’è anche Isagro, società quotata al segmento Star di Borsa Italiana e attiva in prodotti per l’agricoltura a basso impatto ambientale, che sta rivedendo il focus del suo business. Dopo aver ceduto la divisione Asia (per 50 milioni di euro), ha venduto la molecola Fluindapyr alla società americana FMC Corporation. Ha poi acquisito per 3,6 milioni di euro la società Phoenix-Del, attiva nel settore dei prodotti rameici.

Tutte queste mosse porteranno a un recupero di efficienza organizzativa dal 2022. Qualche giorno fa il Presidente e Amministratore Delegato, Giorgio Basile, ha annunciato un aumento del 18% nei ricavi della vendita di agrofarmaci e servizi (82,7 milioni di euro contro i precedenti 70,0 milioni). L’EBITDA è tornato positivo e pari a 4,6 milioni di euro.

La focalizzazione “green” sui prodotti rameici

La cessione della molecola Fluindapyr rientra nelle mosse necessarie per perseguire la nuova missione di Isagro, lo sviluppo di prodotti “green”. A partire dalla seconda metà del 2019, e nel corso del 2020, Isagro ha attivamente lavorato all’implementazione del suo nuovo modello di business.

Oggi è già operativo e prevede un focus specifico sullo sviluppo di prodotti “bio-copper” (ossia di origine biologica e naturale e a base di rame), anche attraverso operazioni di crescita per linee esterne.

Agli investitori interessano soprattutto le risorse finanziarie generate con le dismissioni del 2019 e del 2020. Unitamente al cambio del modello di business, permetteranno di prevedere importanti miglioramenti dei risultati ordinari. E ovviamente operare nuove acquisizioni.

Consigliati per te