Perché conoscere il castagnaccio lo farà apprezzare ancor più

Per fortuna la farina di castagne si trova un po’ dappertutto, così che il castagnaccio si può gustare dovunque nella nostra Italia. Davvero un dolce tanto discreto quanto buono, di cui non dimenticarsi in questo periodo che ci avvicina alle grandi feste di dicembre. Ecco allora, perché conoscer il castagnaccio lo farà apprezzare ancor più.

La farina di castagne

In passato la castagna era il pane dei poveri e ben si è pensato di ricavarne anche una farina. Il castagnaccio nasce come ricetta tradizionale toscana dove è chiamato “pattona”, ma ben presente anche in Piemonte e Liguria, poco per volta si è diffuso in tutta la penisola.

Non sono molti gli ingredienti di questo dolce semplice e gustoso, la farina certamente è il principale e la riuscita di un buon castagnaccio dipende dalla qualità di questa. Per ottenere un castagnaccio ricco di sentori che richiamano l’odore del cioccolato, la farina deve essere fresca, così da conservare tutte le sue caratteristiche organolettiche. Una farina di buona qualità è la base per un gustoso castagnaccio.

OFFERTA SPECIALE - SOLO OGGI
Oil Free Fryer, la vera friggitrice ad aria

Scopri il prezzo lancio

Friggitrice Fryer

Caratteristiche nutritive

La caratteristica della farina di castagne è di non avere glutine e solo poco zucchero. La farina di castagne è soprattutto ricca di potassio, carboidrati, proteine, calcio, ferro, sodio e lipidi, oltre ad altri elementi. Il potassio particolarmente presente con 847 mg ogni 100gr di farina, regolarizza l’attività cardiaca e la pressione del sangue, agisce contro l’arteriosclerosi, diminuisce il senso di fatica e migliora l’umore.

Perché conoscere il castagnaccio lo farà apprezzare ancor più. Come nasce il castagnaccio

Questo dolce non deve nascere esattamente come tale, quanto piuttosto come una preparazione da consumare lungo i viaggi nel periodo rinascimentale. Lo si mangiavano volentieri accompagnato con del cacio. Ben che allora era semplice farina di castagne cotta mischiata con olio e cotta in “forno”, per cui si prestava a questo accostamento. Fu solo in seguito nell’800 che in una pasticceria senese si aggiunsero i pinoli e l’uvetta per renderlo più appetitoso, con qualche ago di rosmarino. Di lì poi pian piano si diffuse un po’ ovunque dove ci fossero castagne, per giungere fino a noi. Non lasciamoci sfuggire l’occasione di assaporare un ottimo castagnaccio che con il suo sapore e i suoi nutrienti ci darà certamente un momento duraturo di buon umore. Ed ecco perché conoscere il castagnaccio lo farà apprezzare ancor più. Per una buona ricetta di castagnaccio è consigliato “La ricetta tradizionale del Castagnaccio“.

Consigliati per te