Perché ci sentiamo ancora ansiosi nonostante la situazione COVID stia migliorando?

Se andiamo a vedere una statistica del numero dei casi di persone infette o in condizioni gravi, la situazione al momento sembra molto tranquilla. A Novembre 2020 i casi si aggiravano tra i 30.000 e i 40.000 al giorno. A oggi, ci aggiriamo sui 1000/2000 giornalieri.

Inoltre, sempre più persone hanno potuto vaccinarsi o ricevuto almeno la prima dose. Come illustrato su Our World in Data, in Italia 23 milioni di persone hanno già compiuto il ciclo vaccinale. 57,6 milioni di dosi sono già state somministrate.

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Nonostante tutte queste informazioni rassicuranti, ancora moltissime persone si sentono a disagio. Perché ci sentiamo ancora ansiosi nonostante la situazione COVID stia migliorando? Abbiamo ragione o torto di esserlo? Andiamo ad analizzare alcuni aspetti della questione per cominciare ad avere una risposta.

Perché ci sentiamo ancora ansiosi nonostante la situazione COVID stia migliorando?

Per capire da cosa questo stress venga scatenato, andiamo ad analizzare brevemente come il cervello risponde a situazioni di pericolo o stress. Secondo il modello del Triune Brain elaborato da Paul MacLean, una parte del nostro cervello chiamata paleomammaliano, riferito al sistema limbico, è responsabile di operatori emozionali. Questo cervello “primitivo” ci aiuta inconsciamente ad evitare pericoli potenzialmente mortali, e, per esempio, ci fa togliere la mano da una superficie bollente.

Come illustrato da Psychology Today, durante la pandemia, questa nostra parte del cervello è rimasta costantemente attiva sotto la minaccia costituita dal virus. Inoltre, il nostro cervello spesso immagina casi estremi e non si basa su statistiche e probabilità, rendendo inconsciamente la minaccia ancora più grave.

Nonostante non siamo più in pericolo immediato, il cervello paleomammaliano continua ad essere vigile per potenziali minacce. Il nostro istinto, infatti, non si “spegne” così facilmente.

Per di più, il fatto che la minaccia non sembra completamente passata, rende questa ansia ancora più presente. Difatti, le nuove varianti sembrano promettere una situazione simile a quella dell’anno passato. Visto che, come accennato in precedenza, inconsciamente tendiamo a pensare al peggio, ecco spiegato il motivo del perché ancora abbiamo questa ansia.

(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e non si sostituiscono in alcun modo al consulto medico e/o al parere di uno specialista. Non costituiscono, inoltre, elemento per la formulazione di una diagnosi o per la prescrizione di un trattamento. Per questo motivo si raccomanda, in ogni caso, di chiedere sempre il parere di un medico o di uno specialista e di leggere le avvertenze riportate QUI»)

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