Perché certi negozi di ortofrutta riescono a tenere fermi i prezzi a 0,99 euro al chilo

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Ecco perché certi negozi di ortofrutta riescono a tenere fermi i prezzi a 0,99 euro al chilo.

Prima o poi sarà caduto l’occhio a tutti sui prezzi di certi negozi specializzati in ortofrutta. In un tempo in cui peraltro la frutta e la verdura non sono poi così a buon mercato, non può che attirare l’attenzione il cartellino che reclamizza il prezzo di vendita a 0,99 euro al chilo. Una sorta di paese di Bengodi dove tutto o quasi costa 0,99 euro al chilo. Ma come è possibile? Eppure non si tratta di frutta per macedonia o di verdure di ultimissima scelta. Le cassette sono disposte ben in fila e allineate e i prodotti della terra sembrano di buona qualità. Ma la cosa merita un attimo di attenzione in più. Vediamo quindi perché certi negozi di ortofrutta riescono a tenere fermi i prezzi a 0,99 euro al chilo. 

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I fattori che influenzano il prezzo

Stando a quanto dichiarano gli addetti del settore, il prezzo finale di vendita dipende da diverse variabili. Tra queste, si annoverano, le seguenti, vale a dire:

a) il calibro;

b) l’aspetto;

c) la provenienza;

d) il tempo del raccolto;

e) il tempo in cui la merce staziona in magazzino.

Ciò significa che se, ad esempio, le mele si presentano di piccolo calibro, hanno qualche lieve ammaccatura e hanno già fatto qualche giorno di magazzino, il prezzo si abbassa. La cosa interessante è che non viene nemmeno menzionato il gusto, come parametro di riferimento, mentre si privilegia l’aspetto esteriore. Questo perché il mercato attuale non sembra premiare i prodotti meno belli esteticamente, ma di buon sapore. È infatti una rara eccezione trovare della frutta matura che invece andrebbe benissimo per una macedonia.

I prezzi di listino

Il listino che viene giornalmente reso pubblico si basa solo sulla frutta e verdura di prima categoria. Da qui viene la difficoltà di capire come vengono adottati i prezzi dei prodotti di seconda e terza scelta. Alcune volte il prezzo può subire dei notevoli ribassi, per merce che esteticamente non si presenta benissimo. O anche nel caso in cui la merce resti invenduta nei magazzini per 3-4 giorni. Lo stesso dicasi per la frutta di piccolo calibro. Se poi oltre alla dimensione ridotta, la frutta è anche di 2° o 3° categoria, va da sé che il prezzo scenda radicalmente. 

Il monoprezzo di 0,99 euro

Da quanto sopra esposto è facile trarre le conclusioni. Per garantire il prezzo imbattibile di 0,99 euro al chilo, i prodotti avranno molto probabilmente le seguenti caratteristiche. Vale a dire, un calibro inferiore rispetto alla media, con l’obbligo pure di acquistare l’intera rete o cassetta, magari di 2° o 3° categoria. Infatti come esistono i cosiddetti prodotti primo prezzo nei supermercati, così esistono frutta e verdura non di primissima qualità, ma pur sempre buona al palato. Se poi a tutto questo si aggiunge pure una stasi in magazzino di qualche giorno, il venditore avrà tutto l’interesse a cercare di vendere a quel prezzo. E i consumatori, di bocca più buona, a fare incetta di frutta e verdura a prezzi “politici”.

Ecco quindi perché certi negozi di ortofrutta riescono a tenere fermi i prezzi a 0,99 euro al chilo.

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