Perché cambiano continuamente i venditori di polizze assicurative?

Una terribile verità circonda le reti vendita delle agenzie di assicurazioni. Perché cambiano continuamente i venditori di polizze assicurative? Proprio così. È un fenomeno ormai costante. Molte, troppe agenzie assicurative sono sempre alla ricerca di nuovi collaboratori. Si tratta di una vera e propria strategia, naturalmente. Arruolare ogni mese quante più persone possibili. Selezionare le più aggressive, commercialmente parlando, e “formarle”. Mettiamo le virgolette perché in questo caso la formazione è palesemente farlocca. Un giorno, due al più di full immersion, iscrizione al registro unico degli intermediari, lavaggio del cervello sul prodotto da vendere a più non posso, qualche frase motivazionale ben detta, e via, a vendere.

Perché lo scopo è solo questo, vendere a più non posso. E a chi? Ma ai propri contatti telefonici e di email, ovviamente. Oltre chiaramente a parenti ed amici. Scopo dichiarato è quindi avere più venditori possibili che piazzino più polizze possibili a quante più persone possibile. E che cosa fanno vendere dalle agenzie? Una cosa sola. Polizze vita di tipo misto, con lunga durata, grossi caricamenti iniziali. E quindi grasse provvigioni subito, per invogliare i nuovi agenti e spronarli ancora di più. E poi?

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Sapete quant’è la durata media dei nuovi venditori di polizze? Più della metà non dura neanche 6 mesi. La quasi totalità non arriva ai due anni. E’ un fallimento, totale. E sapete perché? Perché in questo modo si fallisce doppiamente, come agenzia. Non si insegna un mestiere, ma solo ad avere “fame commerciale” ed essere aggressivi per piazzare un prodotto. E si spende tempo e denaro a formare una persona che quasi sicuramente se ne andrà. Certo, per la legge dei grandi numeri qualche buon venditore davvero di tanto in tanto si trova. Ma il gioco non vale la candela.

Perché cambiano continuamente i venditori di polizze assicurative?

Ecco la triste verità. Ecco perché cambiano continuamente i venditori di polizze assicurative. Situazione denunciata peraltro su alcuni siti che parlano di assicurazioni da alcuni titolari di agenzie. Questa corsa continua al cambiamento per vendere più polizze è deleteria per la professione. E non possiamo dargli torto. In primo luogo, questo ricambio continuo è favorito dalla disperazione della disoccupazione giovanile. Si sa che tanto, per ognuno che lascia presto o tardi, ce n’è almeno uno che fa la fila per provarci. Ma questo non è dare lavoro, è sfruttare.

E poi c’è il danno reputazionale per l’assicuratore, che è enorme. C’è infatti la percezione, sempre più diffusa, che gli assicuratori siano dei furbastri, per non dire di peggio. E le polizze che sono state appicciate a contatti, amici e parenti verranno odiate, visti gli alti costi iniziali e le penali di riscatto.

Decisamente una condizione non ottimale. Che nasce da una constatazione. Le assicurazioni non sono in grado di attirare nuovi clienti. Le banche stanno facendo una concorrenza agguerrita su molti prodotti. Ed a loro ne resta uno solo, l’RC auto. Ma assicurazione = RC auto è una equazione mortifera per il settore. Questo dato che ormai le polizze auto si fanno anche online, e da tempo. Auguriamoci, per le agenzie assicurative, che cambi qualcosa. Perché se cambia in meglio per loro cambia anche per il pubblico indistinto, cioè i clienti. Al momento, però, non pare sia proprio quello che sta avvenendo.

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