Perchè aderire alla campagna per l’accettazione degli abiti stropicciati

Una mini guida per capire perché aderire alla campagna per l’accettazione degli abiti stropicciati.
E’ ormai da qualche buon mese che anche in Italia è arrivata la campagna che mira a ridurre, se non ad eliminare del tutto, la cultura del ferro da stiro. E dagli esordi, caratterizzati dall’hashtag #iononstiro, la campagna sta ormai diventando virale sul web. Dunque, facciamo un attimo il punto, per chi dovesse stentare a credere ai propri occhi. E’ stata lanciata una campagna che propone di fare un gesto per l’ambiente, con conseguente riduzione dei costi in bolletta. Ma che significa questo all’atto pratico? Che dovremmo andare tutti in giro stropicciati e felici? Non necessariamente. Vediamo quindi perché aderire alla campagna per l’accettazione degli abiti stropicciati.

Dove nasce la campagna per l’accettazione degli abiti stropicciati

L’idea della campagna “No ferro da stiro” è nata in Colombia con un battage informativo a tutta pagina. A capitanare la mission che dalla Colombia si sta estendendo a numerose altre nazioni, ci sono diverse organizzazioni non governative. Ciò che le guida è l’intento di tutelare l’ambiente e la giustificazione interiore che sia più che opportuno ridurre l’uso del ferro da stiro.

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Un argomento, questo, molto divisivo, figuriamoci qui in Italia dove, in alcune case, c’è proprio il culto degli indumenti stirati. Ci sono infatti signore che magari si fanno in quattro per sbrigare in autonomia tutto il resto dei lavori domestici, ma poi sono disposte a pagare per farsi stirare le camicie. E guai a presentarsi con qualche piega nei capi!

La versione italiana

La campagna qui in Italia è diventata piuttosto popolare, specie tra la gente dei social, per l’intima connessione ad un tema quanto mai attuale. Vale a dire, quello del risparmio energetico. Perchè, è inutile negare, che se ognuno di noi riducesse sensibilmente o eliminasse del tutto il ricorso al ferro da stiro, ci si troverebbe dinnanzi ad una svolta epocale in termini di risparmio.

Alternative al ferro

E, comunque, archiviare ferro e asse da stiro in soffitta, non significa necessariamente andare in giro stropicciati. Esiste infatti una miriade di alternative che qui passeremo in rassegna a volo d’uccello. Per esempio, un’opzione da vagliare può essere quella di ridurre i giri di centrifuga. Gli indumenti usciranno così dal cestello più umidi, ma anche meno spiegazzati.

Altro escamotage da valuatare, potrebbe essere quello di stendere, quando possibile, certi abiti come giacche, abiti e camicie sulle grucce. Questa posizione eviterà che si formino strane piegature. Obiettivo che può comunque può essere perseguito facendo attenzione a disporre i capi ben tesi sugli stendini per l’asciugatura.

Un altro utile accorgimento potrebbe essere quallo di privilegiare la stanza da bagno come luogo per stendere gli indumenti. Questo perché il bagno, essendo particolarmente ricco di vapore e calore, specie dopo la doccia, può rivelarsi ottimale nell’appiattire le pieghe dei vestiti. Come si vede, le vie alternative al ferro da stiro sono tante e a costo zero.

 

 

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