Per tutti i genitori: ecco come capire il gergo dei figli

La differenza generazionale tra figli e genitori a volte si sente in maniera molto forte. Gli interessi, le passioni, i giochi, sono cambiati moltissimo negli ultimi 20-30 anni, e per questo si sono create a volte incomprensioni all’interno delle famiglie.

In particolare, i giovani hanno trovato un modo del tutto nuovo di esprimersi, legato soprattutto all’interesse principale di molti di questi: i videogiochi. Una volta imparato il gergo videoludico, i ragazzi hanno iniziato a utilizzarlo a volte nella vita reale, ed anche nei messaggi WhatsApp. Quindi, per tutti i genitori, ecco come capire il gergo dei figli, in particolare quelli che videogiocano.

Ricordiamo inoltre ai genitori che devono acquistare videogiochi per i loro bambini che qui consigliamo (PEGI) come fare la scelta migliore.

Per tutti i genitori: ecco come capire il gergo dei figli

Quando si gioca, soprattutto nei titoli multiplayer, è necessario utilizzare abbreviazioni e parole semplici. Insomma bisogna trovare un modo di comunicare molto rapido, per evitare di perdere tempo in situazioni in cui si agisce rapidamente. Per questa ragione, sono venuti a crearsi parole come queste:

  • LOL: “laugh out loud”, ovvero ridere a crepapelle. Viene usato quando succede qualcosa di divertente.
  • GLHF: “good luck, have fun”, un termine di cortesia che augura buona fortuna e di divertirsi ad avversari e compagni di squadra.
  • GGWP: “good game, well played”, si dice a fine partita per complimentarsi con chi a vinto, giocando bene.
  • Spawnare: da “to spawn”, che significa sostanzialmente “rigenerarsi, rinascere”, si usa soprattutto nei giochi competitivi dove quando un giocatore muore, rinasce (o “respawna”) in un certo punto dell’arena.
  • Killare, headshottare: inglesismi tipici dei videogiochi sparatutto, “to kill” significa uccidere, mentre “head shot” è il colpo alla testa, il più letale che si possa infliggere ad un avversario.

Questa lista non è da considerarsi omnicomprensiva, perchè i ragazzi cambiano continuamente modo di parlare, a seconda delle nuove tendenze che emergono. Ma è già un punto di partenza utile per tutti i genitori. Insomma ora sappiamo come capire il gergo dei figli e non sorprendersi più sentendo le loro abbreviazioni.

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