Per questo motivo i lavoratori in cassa integrazione non prendono quello che tutti si aspettano

Il periodo di crisi economica mette al centro dell’attenzione tutti i sostegni messi in campo dalle istituzioni per sostenere i redditi in calo. Per i lavoratori da un lato è stato imposto il divieto di licenziamento, dall’altro è stata concessa gratuitamente la cassa integrazione.

Grazie a questo sostegno i dipendenti di aziende in difficoltà ricevono un reddito seppur non completo. Gli esperti dichiarano che il lavoratore ottiene in questo caso 80% del reddito. Non sembrerebbe una grande perdita, sicuramente impone qualche sacrificio.

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Purtroppo il sostegno della cassa integrazione non è proprio come è presentato, cioè 80% del reddito. Per questo motivo i lavoratori in cassa integrazione non prendono quello che tutti si aspettano.

Come funziona la cassa integrazione

La cassa integrazione prevede che tale integrazione ammonta all’80% della retribuzione globale spettante al lavoratore per le ore non prestate. Sembrerebbe confermata la versione degli esperti se non fosse per un particolare stabilito dalla legge.

L’importo massimo riconosciuto non deve essere superiore ai massimali di cassa integrazione stabiliti annualmente. Per il 2021 il massimale è stabilito in euro 998,18 fino a retribuzioni lorde di euro 2.159,48 mensili. Per retribuzioni superiori il massimale è fissato a 1.199,72.

Ad esempio, per un lavoratore che percepisce 1.400 euro mensili la percentuale del 80% comporterebbe una entrata di 1.120 euro. Per il limite dei massimali l’integrazione salariale è fissata a 998,18. La cassa integrazione equivale al 70% circa del reddito.

Ancora peggio può andare al lavoratore che percepisce un reddito più elevato. Ad esempio, su una retribuzione di 2.400 euro l’integrazione salariale è stabilita nel massimale di 1.199,72. Il salario integrativo si riduce al 50%.

Per questo motivo i lavoratori in cassa integrazione non prendono quello che tutti si aspettano.

Conseguenze

In cassa integrazione le perdite economiche sono importanti. In aggiunta alla diminuzione salariale non si maturano ferie e permessi. Fortunatamente, sia la quota TFR sia i diritti pensionistici sono salvi in quanto maturano contributi figurativi.

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