Per queste allergie ai pollini meglio evitare pomodori, arance e altro ma c’è un metodo che ne ridurrebbe la pericolosità

Si sa, durante l’anno si può prendere un raffreddore o avere la gola irritata per diversi motivi, soprattutto quando c’è freddo e vento. Gli sbalzi di temperatura tra un ambiente e l’altro o qualche virus potrebbero contribuire a provocare dei disturbi soprattutto alle vie respiratorie. Ci sono, però, individui che in determinati periodi possono soffrire di rossore e lacrimazione agli occhi, tosse secca, naso chiuso o che cola. Queste persone sono allergiche ai pollini. Ci sono piante che li liberano in primavera, altre in autunno e così via, quindi, per fortuna, questo stato di fastidio si presenta pochi mesi l’anno.

Dopo una visita dal medico specialista e i test adatti, si può conoscere il tipo di polline che scatena l’allergia e agire di conseguenza. Ci sono vaccini appropriati per ogni tipo di allergia ma anche dei farmaci, gli antistaminici, possono attenuare i sintomi. Bisogna sapere che esistono anche le allergie crociate dette anche incrociate. Le reazioni sono legate ai pollini, ma anche a certi tipi di alimenti. Ciò avviene perché frammenti delle proteine dei pollini a cui si è allergici si trovano anche in alcuni tipi di cibo.

Per queste allergie ai pollini meglio evitare pomodori, arance e altro ma c’è un metodo che ne ridurrebbe la pericolosità

Tante possono essere le piante a cui si può essere allergici, e per ogni tipo ci sono alimenti a rischio. Vediamo nel dettaglio quali:

  • allergia alla betulla: si può manifestare una reazione anche mangiando tra vari cibi nocciole, arachidi, mela, pera, fragola, sedano, carote e anche finocchi e prezzemolo;
  • gli allergici alle graminacee potrebbero manifestare dei sintomi avversi mangiando ad esempio cocomero, melone, arance, prugne, pesche, kiwi, pomodoro, arachidi;
  • chi è sensibile alla parietaria, può essere allergico anche a gelso, piselli, ciliegie e pistacchi.

Per queste allergie ai pollini, quindi, bisognerebbe fare attenzione alle reazioni incrociate con determinati alimenti e i sintomi quasi immediati potrebbero essere:

  • prurito;
  • rigonfiamento delle labbra;
  • vescicole nel cavo orale.

Bisognerebbe subito buttare il boccone di cibo e chiamare il medico o recarsi al pronto soccorso. In casi meno gravi, per poter assumere qualche alimento, sempre dopo aver sentito il proprio allergologo, si potrebbe procedere con la cottura o con la privazione della buccia della frutta incriminata. Questo aiuterebbe, perché in certi casi l’allergene, ciò che provoca in pratica la reazione allergica, è presente nella buccia e non nella polpa del frutto.

(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e non si sostituiscono in alcun modo al consulto medico e/o al parere di uno specialista. Non costituiscono, inoltre, elemento per la formulazione di una diagnosi o per la prescrizione di un trattamento. Per questo motivo si raccomanda, in ogni caso, di chiedere sempre il parere di un medico o di uno specialista e di leggere le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore consultabili QUI»)

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