Per l’Italia il rischio default è concreto col Recovery Fund a queste condizioni

Per l’Italia il rischio default è concreto col Recovery Fund a queste condizioni.

Il Governo aspetta a gloria l’arrivo del Recovery Fund. Sono i soldi che dovrebbero salvare l’Europa e il nostro Paese dalla catastrofe di una lunga stagnazione economica, o peggio, dalla recessione. Noi lo speriamo. Ma c’è la possibilità che il fiume di denaro dei fondi europei salvi l’Europa, ma faccia esplodere il debito del nostro Paese. Per l’Italia il rischio default è concreto col Recovery Fund a queste condizioni. Vediamo quali.

Il mercato sarà presto inondato da un fiume di eurobond

Per finanziare il Recovery Fund, l’Unione Europea emetterà titoli obbligazionari sovranazionali, gli eurobond, per 900 miliardi di euro. E’ una grande novità, perché mai prima d’ora era accaduto. Ed era l’obiettivo che l’Italia si era posta fin dall’inizio, da quando fu prospettato un fondo europeo per combattere gli effetti della pandemia. L’Italia ha ottenuto questo risultato, che però rischia di ritorcersi contro gli interessi del nostro Paese. Per due motivi.

Prima di tutto, questi eurobond saranno titoli di debito dell’intera Europa, dove coesistono realtà economiche profondamente diverse. Come quelle indebitate di Grecia, Italia e Spagna e quelle virtuose di Germania e dei Paesi del Nord. Questo comporterà che l’emissione dovrà necessariamente avere caratteristiche intermedie tra quelle dei vari Paesi della UE, dai più ai meno indebitati. Cioè, i rendimenti e il rischio degli eurobond, saranno una via di mezzo tra le caratteristiche dei titoli dei Paesi più indebitati e di quelli con meno debito.

Per l’Italia il rischio default è concreto col Recovery Fund a queste condizioni

Primo motivo. Quando gli eurobond saranno collocati sul mercato, l’investitore avrà una scelta in più. Potrà comprare un bond tedesco o di un paese virtuoso. Oppure potrà optare per un eurobond o per una obbligazione governativa dell’Italia o di un Paese indebitato. Gli eurobond saranno uno strumento concorrente per tutte le obbligazioni governative europee. E questo potrebbe portare a un allargamento ulteriore dello spread tra i titoli di Stato dei vari Paesi.

Ovviamente potrebbe portare anche ad un allargamento dello spread tra BTP e Bund. Perché sul mercato, con l’arrivo degli eurobond, sarà probabile un ulteriore abbassamento dei rendimenti dei titoli tedeschi e un contestuale aumento per quelli italiani. Con un impatto negativo per il nostro debito pubblico.

Secondo motivo. Gli eurobond saranno in diretta competizione anche con i nostri BTP. Quando gli investitori andranno sul mercato dovranno scegliere se puntare sulle obbligazioni UE o sulle obbligazioni governative europee, compresi i nostri titoli di Stato. C’è il rischio che parte delle nostre obbligazioni possano rimanere invendute. E allora, per renderle più concorrenziali, più desiderabili, saremo costretti ad alzare i tassi di rendimento. Con buona pace del debito pubblico, che così in pochi anni potrebbe diventare veramente insostenibile.

Per saperne di più

Il debito pubblico italiano sta già traballando. Con 41 mila euro di debito su ogni contribuente l’Italia rischia di sprofondare. Leggi qui perché.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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