Per le pensioni dopo Quota 100 si prospetta un triste futuro

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Che quando Quota 100 finirà non sarà rinnovata, ormai lo sanno anche i muri. Che cosa ci aspetta dopo, però, a livello di pensioni, è ancora nel limbo. Una cosa comunque sembra stia concretizzandosi sempre più. Un ritorno all’antico. Per alcuni, addirittura, un ritorno al passato. Cioè un ritorno alla Legge Fornero. Lo ha confermato non più tardi di ieri il responsabile economico del PD, cioè Emanuele Felice. Per le pensioni dopo Quota 100 si prospetta un triste futuro?

Perché questa decisione si sta facendo sempre più strada tra le ipotesi del Governo? Per due ragioni. La prima è che la situazione dei conti pubblici impone misure draconiane. E la severità della Legge Fornero, che fu introdotta durante una crisi fortissima, le permette. La seconda è che il governo Conte I non ha abolito la Fornero, l’ha solo sospesa. Quindi, alla cessazione naturale di Quota 100 nel 2021, il ritorno di una legge mai abolita è quanto di più facile possa esserci.

Ma c’è il tema dello scalone. Che al Governo pensano di affrontare estendendo NASPI e incentivi. In ogni caso ci sarà un graduale ritorno alla Fornero. Magari rivista e corretta in alcuni punti. Usando discriminazioni e buon senso. Ma l’impianto duro della legge non verrà toccato. Proprio per quanto detto. È una legge draconiana, che richiede sacrifici. Ma che tiene i conti in ordine, per quanto possibile.

Per le pensioni dopo Quota 100 si prospetta un triste futuro

La Fornero, chiaramente, proprio per questo motivo non piace alla maggioranza degli italiani. Ci verrebbe da dire che una legge non deve piacere o meno. Visto che non deve essere sottoposta a referendum popolare. Ma una buona legge deve essere utile e fare , bene, ciò per cui è scritta. Riguardo alle pensioni la Fornero lo fa. È dura perché innalza l’età pensionabile. E perché ha fatto definitivamente escludere il sistema retributivo, più favorevole al lavoratore e meno allo Stato, dal calcolo delle pensioni.

Ma la Fornero era necessaria, ripetiamo. I conti pubblici erano in disordine. E l’Italia era sotto attacco speculativo sul debito pubblico. Cioè sui suoi conti come Stato. La Legge Fornero ha abbattuto il peso di questa voce di spesa pubblica. Ormai troppo pesante in tutti i Paesi occidentali, orientati al welfare pubblico, e con una popolazione in continuo invecchiamento. La Fornero non sarà amata, anche a causa di una esposizione mediatica esasperata a cui è stata sottoposta. Ma, per quanto amara, raggiungeva lo scopo di essere un taglio strutturale ad una voce pesante della finanza pubblica.

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