Per la FED l’inflazione non sembra un pericolo ma come investire e cosa fare ora?

Mercati azionari e vertici della finanza internazionale continuano a sostenere la tesi di un’inflazione transitoria. Più che altro dovuta a cause esogene e contingenti. Ma qualcosa è indubbiamente cambiata dopo la conferenza di Powell di ieri. Infatti è aumentato il numero dei governatori della Banca centrale USA che ritengono sia il caso di mettere sul tavolo la questione del rialzo dei tassi.

Per la FED l’inflazione non sembra un pericolo ma come investire e cosa fare ora?

L’argomento di un possibile cambio di rotta è stato oggetto di discussione. I listini, come risposta, oggi dimostrano una certa debolezza. Per la FED l’inflazione non sembra un pericolo ma come investire e cosa fare ora? Volendo monitorare i mercati nelle prossime settimane, il primo elemento che si vedrà potrebbe essere una certa, aumentata volatilità. Le intenzioni della FED sarebbero quelle di anticipare la stretta all’inizio del 2023, anche se per Pictet Asset Management è ipotizzabile, invece, un primo rialzo alla fine del 2023. Ma il fatto che, con un largo anticipo, in casa FED si sia sottolineata la volontà di cambiare rotta, fa intuire quanto il peso delle Banche centrali continui ad essere preponderante sui listini.

Uno sguardo al mondo

Attualmente la mattinata su Piazza Affari vede l’azionario resistere alle vendite, complice anche i giudizi positivi degli analisti. In particolare da Equita ricordano che i provvedimenti presi dall’Europa in seguito all’arrivo della pandemia, sono estremamente ampi. I numeri parlano di qualcosa come 750 miliardi di euro. Il che permette di avere fiducia anche sul ramo dell’azionario. Focalizzandosi sul Vecchio Continente l’esempio arriva dagli esperti di Natixis IM che puntano su energetici e finanziari. A dare una mano saranno le progressive riaperture.

Allargando la visuale al panorama mondiale, invece, da AllianzGi si guarda di buon occhio alla Cina. Infatti Pechino è un esempio interessanti di come si stiano muovendo i nuovi macro trend, in particolare quelli riferiti alla diffusione sempre più ampia dell’urbanizzazione. Una diffusione che porta con sé anche evidenti cambiamenti sociali, ambientali e demografici.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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