Per cogliere sul nascere Alzheimer e demenza dobbiamo fare attenzione a questa cosa mentre camminiamo

Quando si parla di Alzheimer, di demenza e di malattie degenerative in generale, non c’è nulla di semplice. Non è vero quanto alcuni dicono: che basta osservare come cambiano i movimenti del nostro corpo per cogliere i sintomi in anticipo. Il discorso è ben più complesso. Ha provato a far luce una recente ricerca del Brigham and Women’s Hospital di Boston, prontamente riportata dagli esperti della Fondazione Veronesi. Lo studio ha scomodato difficili formule matematiche per capire quali movimenti inconsapevoli del nostro corpo possono far presagire una malattia degenerativa. Uno dei risultati certi è che per cogliere sul nascere Alzheimer e demenza dobbiamo fare attenzione a questa cosa mentre camminiamo. Vediamo insieme quale e come si sono pronunciati in merito i ricercatori.

La ricerca che ha classificato i movimenti del nostro corpo

Prendono il nome di Fmar, sigla inglese che in italiano andrebbe tradotta così: regolazione dell’attività motoria frattale. Gli Fmar sono movimenti ripetuti durante il giorno, studiando i quali possiamo arrivare a capire se il nostro cervello sta perdendo colpi. Ma per studiare a fondo gli Fmar abbiamo bisogno di un actigrafo, un piccolo strumento che si lega al polso e registra ogni minimo spostamento delle membra.

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I ricercatori del Brigham and Women’s Hospital hanno dotato di actigrafo 178 pazienti. Poi, hanno sottoposti gli stessi a test di imaging e controllo sul fluido cerebrospinale per vedere se presentassero le placche cerebrali tipiche dell’Alzheimer. I risultati degli esami, confrontati con alcuni Fmar rilevati dagli actigrafi, confermavano una relazione tra movimenti e insorgere di Alzheimer e demenza. Curiosità che ancora i medici non hanno potuto spiegare: questa relazione compariva solamente nelle donne.

Per cogliere sul nascere Alzheimer e demenza dobbiamo fare attenzione a questa cosa mentre camminiamo

Come annunciato dal Professor Antonio Guaita, geriatra e Fondazione Golgi Cenci di Abbiategrasso, le applicazioni pratiche dello studio sono ancora da trovare. Il professore, commentando la ricerca, prosegue dicendo che c’è un solo sintomo che con grande probabilità annuncia in anticipo il sopraggiungere di Alzheimer e demenza. Questo sintomo è il passo rallentato. Notare che la velocità del nostro passo rallenta inspiegabilmente rispetto a quella abituale può far presagire un degrado cognitivo. Per avvalorare la tesi, il professore cita uno studio italo-svedese del 2019. La ricerca prendeva in esame oltre 58.000 soggetti, mostrando la relazione tra camminata rallentata e problemi cognitivi. Una buona notizia che emerge dallo studio è che in un terzo dei casi il deficit cognitivo non si aggrava. Anzi, può anche sparire.

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(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e non si sostituiscono in alcun modo al consulto medico e/o al parere di uno specialista. Non costituiscono, inoltre, elemento per la formulazione di una diagnosi o per la prescrizione di un trattamento. Per questo motivo si raccomanda, in ogni caso, di chiedere sempre il parere di un medico o di uno specialista e di leggere le avvertenze riportate QUI»)

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