Pensioni minime e assegno sociale INPS, le 3 soluzioni per chi deve affrontare una spesa

Un interrogativo frequente dei Lettori di ProiezionidiBorsa è se, con una pensione di importo contenuto, si possa accedere al credito. Ebbene, ecco spiegato in pochi minuti di lettura, per le pensioni minime e assegno sociale INPS, le 3 soluzioni per chi deve affrontare una spesa.

L’attenzione, in questo articolo, è posta sul problema quotidiano del pensionato che, magari, deve acquistare una lavatrice o anche un’auto di valore contenuto.  Chiaramente le situazioni soggettive sono diverse da pensionato a pensionato.

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Eppure ci sono 3 soluzioni che potrebbero risolvere il problema a seconda dei redditi disponibili, delle garanzie e dell’importo richiesto. Pertanto, l’invito è quello di trovare la soluzione che più rispecchi la propria situazione. Recarsi, poi, in banca, alle poste ecc, e chiedere proprio una di queste di seguito indicate.

Carta revolving e Cessione del quinto con queste caratteristiche

Carta Revolving. Ideale per acquisti di piccolo importo e non ha un’istruttoria particolarmente articolata. Carta di credito che prevede l’addebito della spesa a partire dal mese successivo all’acquisto. Ovviamente potrebbe essere richiesta alla banca ove si intrattiene il conto corrente. In caso di pensioni minime la banca o la finanziaria potrebbe rilasciarla per un importo di 1.000 euro e rate di 50 euro. Spesso tali carte sono rilasciate dagli stessi grandi negozi, ma attenzione ai costi finali.

La cessione del quinto. Strumento identificato e regolato da disposizioni di legge. Prevede la cessione di un quinto della pensione. È una misura dedicata alle pensioni minime che superano la soglia identificata dalla legge. In particolare una volta dedotto il quinto, l’importo della pensione rimanente dovrà essere almeno quella prevista come minima, ovvero euro 515,58. Se si percepisce una pensione di 800 euro la quota cedibile è 160 euro ed è compatibile perché la pensione residua netta è superiore alla minima. Sarà possibile anche chiedere importi più consistenti, in quanto la durata è prevista fino a 10 anni. Età massima in entrata 79 anni.

Pensioni minime e assegno sociale INPS, le 3 soluzioni per chi deve affrontare una spesa

Prestito Personale. In caso di esigenze di importi più o meno elevati si potrà richiedere un prestito personale. Tale opzione si presta per coloro che hanno un rapporto di conto corrente avviato e magari una cointestazione che rinvigorisce la richiesta. Ad esempio due pensionati minimi o percettori di assegno sociale.

Ciò perché, l’Istituto avvierà una istruttoria rifacendosi alle famose soglie di reddito che tengono conto del numero di componenti, delle uscite famigliari e delle entrate. Ovviamente conterà anche l’età che in genere non potrà superare 75 anni alla fine del prestito. L’ISTAT per due cittadini del sud Italia con età 60-74 anni individua quale soglia povertà 878 euro. In tale caso sarà utilizzabile quale importo della rata di un eventuale finanziamento la differenza tra pensioni e detta soglia.

Ad ogni modo sarà sempre saggio, oltretutto gratuito, chiedere un appuntamento con un consulente e farsi consigliare.  A tutto c’è una soluzione!

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