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Pensioni: ci vogliono più trasparenza, semplificazione e costi bassi

Pensioni: ci vogliono più trasparenza, semplificazione e costi bassi. Vanguard ha recentemente pubblicato un manifesto sul piano di azione per la previdenza in Europa. Un manifesto meritevole di attenzione. Perché quando il secondo gestore finanziario al mondo parla, è doveroso ascoltare.

Partiamo da una assunzione che è sotto gli occhi di tutti. Ma che è sempre importante ricordare e reiterare. La popolazione europea sta invecchiando. Nel giro di qualche decina d’anni essa arriverà a circa 520 milioni di abitanti. Ma la componente di cittadini superiori ai 69 anni crescerà sempre di più. E, di conseguenza, si ridurrà sempre di più la popolazione in età lavorativa.

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Dunque bisogna muoversi per arrivare a un sistema con delle modalità diverse. Per cui i cittadini europei potranno avere, durante la loro vecchiaia, un sostegno a livello economico tramite le pensioni private. C’è uno sforzo da fare. E il punto principale è quello di incoraggiare le persone a fare questo grosso sforzo. Il secondo è molto collegato al primo, ovviamente, e consiste nella necessità di semplificare e armonizzare la normativa europea. Il terzo è quello di rimuovere i conflitti di interesse. E portare i cittadini europei ad avere una consulenza adeguata per la gestione della propria pensione.

Pensioni: ci vogliono più trasparenza, semplificazione e costi bassi

C’è un sondaggio pubblicato a febbraio del 2020, quindi prima della pandemia, a cura di Insurance Europe. Secondo questo sondaggio, il 43% dei cittadini europei non sta risparmiando per la pensione. Di questi, quasi la metà dichiara che non lo fa perché non se lo può permettere. In Italia sappiamo che la situazione è addirittura peggiore. Quasi tre lavoratori su quattro non hanno alcuna forma di previdenza complementare. Quali sono i passi che i governi e l’Ue dovrebbero compiere per favorire l’investimento in pensioni previdenziali?

L’Italia deve procedere verso un più equo e importante sistema previdenziale. Ma lo deve fare congiuntamente all’Unione Europea. Per quella che è la natura del sistema politico a livello comunitario, gli sforzi devono essere fatti in maniera congiunta. Questa forma congiunta potrebbe essere di avere una direzione generale della Commissione Europea. Direzione che si occupi del benessere previdenziale e finanziario dei cittadini. Accentrando in questa commissione tutti i compiti, si potrà avere un ruolo di cabina di regia per avviare gli sforzi per migliorare il sistema comunitario.

Come farlo? Anzitutto tramite semplificazione e armonizzazione. Sia della regolarizzazione sia della tassazione dei prodotti pensionistici. Non si può pensare che all’interno dell’Unione Europea chi si sposta per lavorare debba avere difficoltà nell’avere una ricongiunzione di quelli che sono i contributi previdenziali. Magari a volte rimettendoci anche per una tassazione, un calcolo degli anni che non sono corretti. Il secondo punto importante, che vale sia per l’Italia sia a livello comunitario, è una piattaforma informativa. Creare una piattaforma informativa dove si possano ritrovare tutte le informazioni per i cittadini. Sia a livello di educazione, sia di livello di gestione della posizione finanziaria.

Informazioni e costi

Questo è un elemento fondamentale. Perché se si ha una distanza a livello informativo rispetto a dove sono stati investiti i propri soldi per la pensione, si ha anche una difficoltà nella gestione. E poi è importante che ci sia una regolamentazione uniforme anche sul piano della rimozione dei conflitti di interesse. Finché la vendita di prodotti previdenziali passerà tramite la vendita con la commissione, ci saranno sempre dei conflitti di interesse. Conflitti che spingeranno le persone ad avere qualche difficoltà nella assoluta bontà dei prodotti proposti.

Infine, ma collegato decisamente a questo, è il tema dei costi e il tema della trasparenza. Devono continuare a essere fondamentali. Non si può pensare di spendere l’1,5%, l’1,7% per la gestione della propria pensione. I costi devono scendere. Perché altrimenti costi come nei fondi comuni di investimento, nella gestione dei propri patrimoni sono esagerati. Anche e soprattutto per la pensione. E rischiano di erodere quelli che sono i già risicati rendimenti. Quantomeno nel fixed income, cioè nell’obbligazionario.

Dunque importantissimo procedere a livello coordinato comunitario a una semplificazione e un’armonizzazione della regolamentazione e della tassazione. E ad una rimozione dei conflitti d’interesse. Che spinga gli investitori a investire in prodotti efficienti e poco costosi.

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