Pandemia, cresce ancora il negozio di vicinato

Lo scorso anno temevano non riuscire più a riaprire e forse per alcuni realmente le serrande sono rimaste abbassate. Il tempo, però, è servito a generare un certo riscatto. Tra chiusure generalizzate, uomini e donne in casa in missione smart working, il negozio sotto casa ha avuto la meglio. Anche chiamato retail e di vicinato. È il punto vendita che dapprima abbiamo quasi trascurato del tutto.

I dati

In “pandemia cresce il negozio di vicinato”. A dirlo i risultati di una ricerca condotta da un noto istituto di ricerca. È emerso un aumento delle ricerche tramite smartphone delle attività di vicinato. Un aumento del 73%. Molti nemmeno sono noti, quindi vengono cercati online.

Si procede poi agli acquisti che possono avvenire anche di persona. Sicuri che s’incontrerà poca gente rispetto al flusso dei grandi centri commerciali. Un rinnovato atteggiamento local che, tradotto in comportamento, ha ridato respiro al negozietto di prossimità. Una delle pochissime categorie ad averla spuntata nei rinnovati stili di consumo.

I motivi del successo

Secondo i dati Nielsen, a fronte di una sofferenza dei grossi ipermercati, è emersa una controtendenza per discount, negozi specializzati e piccoli alimentari. L’incremento è dovuto alla percezione della maggiore sicurezza dalla spesa vicino casa che in molti casi riesce a essere anche online.

Quel che ci si aspetta è un approccio integrato. Che la superette sia ugualmente efficace online attraverso la sua contestuale performance digitale.

Un’occasione per il piccolo commerciante

Con la “pandemia”, quindi, “cresce il negozio di vicinato“. Una rivincita sulla dirompente presenza delle aree commerciali, oggi in affanno, e al limite della sopravvivenza solo grazie all’e-commerce. Per i titolari e i dipendenti si tratta di un’opportunità. Quella di soddisfare le esigenze dei consumatori in primis.

Ma l’astuzia può giocare la sua e puntare a instaurare una nuova fidelizzazione. Consigli utili, precisione, magari qualche sconto dove possibile, contatto umano. Soprattutto attenzione al cliente, alla sua unicità prima ancora che al budget. La dimensione umana può resistere oltre la fine della pandemia. Se ci sarà.

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