Pandemia: circolano anche notizie fasulle

Da circa un mese sui social e su whatsapp viene trasmessa una informazione relativa al numero di decessi avutisi per effetto della pandemia. Detta fonte assume che i morti in Italia nel primo trimestre del 2020 sono stati circa 20 mila in meno rispetto a quelli del primo trimestre del 2019. Quindi, la pandemia, paradossalmente, avrebbe provocato meno morti del solito. Di conseguenza, sulla scorta di questa tesi, l’allarmismo connesso alla pandemia sarebbe del tutto ingiustificato. Quindi, anche tutte le limitazioni adottate con riguardo al contagio, rappresenterebbero un’arbitraria ed ingiustificata limitazione di libertà.

Pertanto, la fonte contiene, anche un invito alla sottovalutazione del fenomeno, decritto come crisi di massa o follia collettiva e una esortazione a continuare a condurre una vita normale. Inoltre, per corroborare le proprie affermazioni, gli autori del messaggio citano come fonte il sito www.italiaora.org. Si tratterebbe di un sito non ufficiale in cui vengono mostrati una serie di indicatori aggiornati in tempo reale, come numero di nati, popolazione residente e numero di decessi. Tuttavia, detta informazione, con tutte le conseguenze cui essa arriva, sarebbe fasulla, in quanto non supportata da dati reali.

Non a caso, gli autori del sito su indicato, spiegano che i loro dati sono elaborati tramite un algoritmo. Quest’ultimo mostra il tasso di cambiamento stimato e le proiezioni generate dai loro modelli per calcolare il numero da visualizzare sulla pagina al millisecondo. Pertanto, si tratta di dati che non tengono conto di eventi eccezionali come l’attuale pandemia.

La irrealistica bufala sulle morti

In realtà, rispetto alla notizia fasulla diffusa, solo il numero dei morti del primo trimestre del 2019, risultante dai dati ISTAT, sarebbe reale. Non lo è, invece, il dato che riguarda il primo trimestre del 2020. Infatti, l’Istat non ha ancora pubblicato i dati ufficiali dei decessi di quel periodo ma solo riferimenti parziali. In particolare, l’incremento delle morti in alcuni comuni selezionati, dimostra che il numero dei decessi nel 2020 sarebbe almeno del 50% in più rispetto allo scorso anno.

Per migliorare la comprensione dell’entità della pandemia, da alcune settimane l’ISTAT ha iniziato ad anticipare la diffusione di una parte dei dati sui decessi, che normalmente avviene con quattro mesi di ritardo rispetto al momento in cui vengono raccolti.

Al momento, si limita a rendere pubblici, settimanalmente, il numero di decessi in circa 1.600 comuni, selezionati tra quelli che hanno già trasmesso i dati. Si tratterebbe dei dati provenienti dai comuni più colpiti dalla pandemia. In essi, si è stimato che l’aumento dei decessi si aggirerebbe attorno al 41% in più ma non sono neppure questi i numeri definitivi. In ogni caso, i dati del primo trimestre del 2020 saranno pronti solo quando tutti gli 8000 comuni italiani avranno comunicato il numero dei decessi. Fino ad allora, non si avrà la reale contezza di quante siano le vittime del Covid-19.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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