Pagare meno tasse con Rita

Rende fluido l’accesso alla pensione, agevola la flessibilità in uscita dal mondo professionale ed è del tutto svincolata dalla previdenza obbligatoria. Rita, questo l’acronimo per Rendita Integrativa Temporanea Anticipata, fortemente voluta dalla Legge di Bilancio 2018 come un’altra modalità di previdenza complementare. Sotto il profilo fiscale, è possibile pagare meno tasse con Rita perché viene applicata l’imposta più vantaggiosa di un’aliquota sostitutiva del 25%. A ciò si aggiunga che tale aliquota viene erosa di 0,3 punti percentuali ad ogni annualità di iscrizione alla previdenza complementare. Dopo i primi 15 anni la riduzione massima dell’aliquota sarà di 6 punti con un’imposta al 9%.

I vantaggi fiscali

Come consuetudine, solo le prestazioni relative a montanti messi da parte dal 2007 possono avvalersi della tassazione al 9%. Al contrario, si pagano  meno tasse con Rita perché tale imposta viene applicata a qualsiasi periodo. Ulteriore vantaggio riguarda l’evenienza di erogazione parziale del montante per quanti hanno messo da parte prima del 2007. Per essi la tassazione separata o ordinaria ammonterebbe al 23% per montanti accantonati e scontati come capitale o come rendita.

Il Tfr pregresso

In questo contesto, se non immediatamente dirottato sulla pensione complementare, il Tfr è soggetto ad un’imposta provvisoria separata. L’Agenzia delle Entrate provvede a liquidare tale imposta sulla scorta dell’aliquota applicabile al reddito medio del contribuente su base quinquennale, ovvero dal 23% e oltre. Al lavoratore che desideri far confluire il Tfr pregresso nel bacino della pensione complementare sia l’Agenzia delle Entrate che la Convip hanno dato il loro prosit. La normativa prevede però misure diverse a seconda che un’azienda abbia nel proprio organico più o meno di 50 dipendenti. L’Inps ha negato alle imprese con 50 lavoratori la possibilità di destinare alla previdenza a Rita il Tfr pregresso dal 2007 in poi. Quanti prestano attività lavorativa in imprese con meno di 49 dipendenti possono pagare meno tasse con Rita perché riversano nella stessa l’intero Tfr sino al quel momento accumulato.

Chi può sottoscrivere Rita

È possibile pagare meno tasse con Rita, ma non tutti hanno accesso a questa innovativa modalità di prestazione della previdenza complementare. Fra i requisiti richiesti figura anzitutto l’avvenuta interruzione dell’attività lavorativa, il massimo di un quinquennio per l’accesso alla pensione di vecchiaia. Occorre inoltre aver accumulato 20 anni contributivi della previdenza obbligatoria e almeno un lustro nel piano pensionistico complementare. Possono inoltre accedere a Rita i lavoratori che versano in uno stato di disoccupazione per un lasso di tempo superiore ai 2 anni e con una soglia massima di 10 anni per il godimento della pensione di vecchiaia.

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