Oro: sopra i 1.300 dollari l’oncia. Perché sale?

Bene rifugio per eccellenza, l’oro ha visto un ritorno di fiamma proprio in queste ultime ore con una quotazione che sale oltre i 1.300 dollari l’oncia.

Il motivo del rialzo?

Spiegarlo con un allontanamento dal rischio da parte degli investitori internazionali sarebbe riduttivo. Una serie di coperture contro il rischio, infatti, potrebbe giustificare solo relativamente l’aumento del prezzo. In realtà come a suo tempo fu per il petrolio, anche per l’oro si parla di un mix di fattori contingenti. Il livello dei 1.300 dollari è stato superato ma è da considerarsi un fuoco di paglia?

Esaminiamo i fatti

L’unico modo per capire se questo trend dichiaratamente rialzista è destinato a durare non può che essere un’analisi dei motivi che hanno favorito la situazione attuale. Una situazione che non si inquadrava sui grafici da circa 7 mesi. Naturalmente è indubbio che il ruolo di bene rifugio contro le incertezze immediatamente presenti (Brexit e rialzo tassi Fed) sia di primaria importanza. Ma non è l’unico.

Cina: il futuro non è più di Pechino

Guardando ad un periodo più lungo, infatti, è impossibile non pensare alla Cina e al recente taglio delle prospettive di crescita. ma soprattutto alle conseguenze su tutto il resto dei mercati (globali) e degli asset (finanziari). Ma è altrettanto indubbio che le varie decisioni delle banche centrali hanno avuto un ruolo altrettanto determinante. La primitiva strada di un rialzo a tutti i costi sembra essere definitivamente tramontata. Sia per dati macro non più incoraggianti come prima sia per una pressione da parte della politica (vedi la diatriba tra Trump e Powell). Il che ha reso il dollaro meno appetibile. Ma a prescindere da qualche pausa di consolidamento oggi come oggi l’oro ha registrato un +8,5% rispetto ai minimi di novembre 2018.

Venezuela in difficoltà

Sullo sfondo anche una questione geopolitica che, ormai, si trascina da quasi 10 anni, quella della restituzione dell’oro venezuelano a Caracas. Se prima la richiesta del presidente Hugo Chàvez di vedere rimpatriato il patrimonio aureo della nazione poteva essere esaudito, oggi la stessa, la parte di Nicolas Maduro, invece, è stata negata. Il motivo è presto detto. Situazione caotica, troppo, all’interno della nazione sudamericana.

Tra Maduro e Guaido

E non solo per i tumulti in piazza ma anche perché presto Maduro potrebbe non essere più il presidente ufficialmente riconosciuto a livello internazionale. La dimostrazione sta nel fatto che la stessa richiesta è stata avanzata anche dal suo diretto avversario, Juan Guaido. Ma per adesso il governo britannico, in pieno caos Brexit, ha altro a cui pensare.

Analisi di ProiezionidiBorsa sull’oro

In base alle serie storiche ed ai calcoli di probabilità per l’anno in corso si proietta:

Tendenza rialzista

Rendimento medio 14,6%

Deviazione standard 40,2%

Probabilità di ottenere un rendimento positivo 64%

Figura 1 Frattale previsionale su scala giornaliera per l’anno 2018

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Previsioni Oro su scala giornaliera per l’anno 2019

Livelli da monitorare sulla materia prima

Medio termine

Chiusure mensili e poi trimestrali superiori ai 1.286$ potrebbero dare ulteriore forza ai corsi con obiettivo verso 1.396/1.445$.

Breve termine

Il trend rimane rialzista fino a quando non si avranno chiusure settimanali inferiori ai 1.266$*

*valori validi fino al 15 febbraio

Come al solito si procederà per step.

Approfondimento

Mercati azionari ed oro

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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