Ormai starebbe per spegnersi il cervello di chi non supera quest’elementare test delle braccia e della vista

Sono soprattutto gli adulti a preoccuparsi delle malattie neurologiche che minacciano il funzionamento della memoria e della mente. È naturale che con l’avanzare dell’età s’inizi a temere l’invecchiamento cerebrale e le sue conseguenze. Eppure, non sempre è l’anzianità a provocare l’esaurimento di memoria e lucidità mentale ma potrebbero essere anche questi killer delle cellule neuronali.

Non sono poche le cattive abitudini che incidono negativamente sulla salute delle risorse cognitive. Molti deficit e disturbi potrebbero essere evitati tramite un costante allenamento mentale e scelte alimentari salutari. In aggiunta a ciò, si dovrebbe praticare quasi ogni giorno un’attività motoria per mantenere attivo sia il corpo che la mente.

Anche chi, tuttavia, adotta uno stile di vita sano, potrebbe lamentare difficoltà di concentrazione e vuoti di memoria. È fondamentale sottolineare, infatti, che oltre allo stress, alcuni farmaci comuni potrebbero causare demenza precoce e memoria altalenante anche nei più giovani.

Si raccomanda pertanto prudenza nell’assunzione di prodotti farmaceutici che alla lunga potrebbero determinare danni permanenti. Attenzione, poi, ad alcuni test. Infatti, sembrerebbe che ormai starebbe per spegnersi il cervello di chi non supera quest’elementare test delle braccia e della vista.

Non tutti sanno che anche la difficoltà nello svolgimento di comunissimi gesti quotidiani potrebbe rimandare ai primi indizi di una patologia neurodegenerativa. Persino i tempi necessari ad eseguire, ad esempio, questi semplici calcoli matematici. E spesso non si tratta neanche di un generico rallentamento delle abilità cognitive. In alcuni casi, difatti, è fondamentale riconoscere immediatamente i primi indizi di deterioramento anche se appaiono insignificanti.

Ormai starebbe per spegnersi il cervello di chi non supera quest’elementare test delle braccia e della vista

Un’improvvisa mancanza di ossigeno o la chiusura di un vaso potrebbe mandare in tilt il cervello in pochissimo tempo. Nel giro di poche ore potrebbe, infatti, verificarsi la morte di alcune cellule cerebrali a causa di un ictus. Di qui l’importanza non solo di riconoscerne tempestivamente i sintomi, ma soprattutto di intervenire prontamente.

Per individuare i segnali più frequenti di un eventuale attacco ischemico si potrebbe ricorrere al famoso Face Arms Speech Test. In presenza di vertigini, di forti mal di testa o di perdita dell’equilibrio si potrebbe richiedere al soggetto di eseguire alcune semplici azioni. Ad esempio, si potrebbe chiedere di sorridere e verificare che i muscoli facciali si muovano in modo simmetrico. Ciò per verificare che uno dei lati della bocca non cada verso il basso. Inoltre, si dovrebbe far alzare gli arti superiori e accertarsi che il soggetto riesca a tenere su entrambe le braccia.

Un altro chiaro indizio di ictus riguarda la perdita della vista da un solo o da entrambi gli occhi.

Così come la difficoltà di comprendere il senso di un discorso o la ripetizione di una breve frase. Se compaiono questi sintomi non bisogna indugiare perché il tempestivo intervento di specialisti potrebbe contribuire ad arginare un potenziale danno cerebrale.

(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e non si sostituiscono in alcun modo al consulto medico e/o al parere di uno specialista. Non costituiscono, inoltre, elemento per la formulazione di una diagnosi o per la prescrizione di un trattamento. Per questo motivo si raccomanda, in ogni caso, di chiedere sempre il parere di un medico o di uno specialista e di leggere le avvertenze riportate QUI»)

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