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Ora Trump potrà picchiare duro sulla FED

Brusca frenata dell’immobiliare USA con numerosi dati ampiamente sotto il consensus e dunque primo vero alert (per Trump) sul ciclo americano che si evidenzia dopo settimane di numeri sempre più entusiasmanti.

Non è tanto l’episodio di qualche dato a creare preoccupazione negli operatori , quanto piuttosto il settore da cui questo segnale deludente arriva. Ovvero quell’immobiliare da cui nacque tutta la crisi sub-prime.

Vediamo i dati principali :

Concessioni Edilizie (Mensile) (Set) -0,6% 2,1% -5,7%
Permessi di costruzione rilasciati (Set) 1,241M 1,278M 1,249M
Apertura di nuovi cantieri edili (Mensile) (Set) -5,3% -4,5% 7,1%
Nuovi cantieri edili residenziali (Set) 1,201M 1,220M 1,268M

 

Fa sensazione soprattutto il dato dei nuovi cantieri atteso comunque in calo  a -4.5% ma uscito a -5.3% che rispetto a un precedente di +7.1% è davvero un campanello di allarme.

La borsa non risente quasi mai nel breve dell’andamento immobiliare, se il fenomeno non sarà confermato nelle prossime rilevazioni, tutti i titoli collegati dello specifico segmento e le banche esposte , come  sempre sul settore, proseguiranno i loro movimenti up and down senza una correlazione dirimente e impulsiva.
Viceversa un consolidarsi di questo trend potrebbe scatenare reazioni molto forti e negative negli operatori di borsa che troverebbero ancora più attraenti i rendimenti rialzati dei  Tbond USA.

A proposito di rendimenti chi rischia e molto in questo contesto è la FED e in particolare il suo capo Powell.

Se in borsa le reazioni ai dati di questo specifico settore sono storicamente rallentate non altrettanto si può dire delle dinamiche che caratterizzano Trump e il suo staff.

Si potrebbe scommettere che un eventuale approccio duro di Trump con rimozione di Powell per mettere un Presidente FED più accomodante sui tassi, pronto magari addirittura a ribassarli nuovamente, dopo una prima reazione di sconcerto sui prezzi, porterebbe gli indici nuovamente sui massimi e Trump di nuovo a scalare vette di gradimento.

Viceversa se  come appare più ragionevole la Casa Bianca si accontenterà di una strigliata finalizzata a calmierare gli interventi programmati tutto sarà più morbido ma anche meno gradito agli operatori dell’equity che sin qui hanno puntato alla grande sulla politica fortemente espansionistica di Trump. Ammettiamolo, azzeccandoci in pieno.

Stasera sono in pubblicazione i verbali del FOMC, la reazione dei listini USA è stata praticamente nulla , ergo nulla di nuovo dalle carte, chi si aspettava , tra i falchi, che negli scritti Powell desse corda e conferme alle mire più restrittive in ambito monetario per i prossimi mesi sarà rimasto deluso. Ma pensandoci bene anche questo di minute incolori è un modo per salvare la poltrona… o no?

Ora Trump potrà picchiare duro sulla FED ultima modifica: 2018-10-17T21:47:22+00:00 da Gianluca Braguzzi
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