Ora è molto pericoloso un titolo azionario che ha corso molto negli ultimi mesi

Ora è molto pericoloso un titolo azionario che ha corso molto negli ultimi mesi. Si tratta delle Tesla azioni Nasdaq che potrebbero essere entrate in una pericolosissima parabola discendente. Lo scorso 31 agosto i titoli della società di Elon Musk hanno infatti toccato un massimo storico a 502,49 dollari per poi crollare fino a 330 dollari.

Tesla azioni Nasdaq, qual è il prezzo giusto?

Nelle ultime due sedute a Wall Street le azioni Tesla hanno ripreso a correre. Ma al netto della volatilità di brevissimo periodo non mancano coloro che ritengono che il prezzo corretto dei titoli sia più basso rispetto ai valori correnti. Prima di tutto sulle Tesla azioni Nasdaq il mercato ha accolto prima con entusiasmo lo split azionario, e poi è rimasto deluso dal mancato inserimento dei titoli nell’ampio indice azionario americano S&P 500.

La General Motors lancia il guanto di sfida ad Elon Musk

Ora è molto pericoloso un titolo azionario che ha corso molto negli ultimi mesi. La Tesla, leader nella produzione di auto elettriche di fascia alta, deve infatti fare i conti con la concorrenza di settore che è sempre più aspra. Per esempio, a Wall Street non è di certo passata inosservata l’acquisizione dell’11% delle quote di Nikola da parte della General Motors.

Quella tra le parti è un’alleanza strategica che permetterà di accelerare la produzione del tanto atteso pick-up elettrico Badger. Il suo debutto, in particolare, è atteso nel prossimo mese di dicembre in concomitanza con il Nikola World 2020. Ma la produzione su larga scala potrebbe partire non prima del 2022 con la General Motors che, in base agli impegni siglati, metterà a disposizione i suoi impianti di produzione.

Con sede a Phoenix, nello stato dell’Arizona, la Nikola Corporation è una tra le più temibili concorrenti della Tesla. E questo perché la società è attiva nella produzione di veicoli a emissioni zero. Rispetto a Tesla, pur tuttavia, la Nikola Corporation al Nasdaq viene attualmente scambiata a prezzi lontanissimi dai massimi storici. Sono infatti più che dimezzati rispetto ai massimi storici segnati nello scorso mese di giugno.

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