Oltre a vedove e casalinghe anche per questi lavoratori arriva l’aumento dell’assegno di rendita senza domanda

Il 2021, sul finire dell’anno, porta con sé importanti novità per tanti lavoratori che potranno giovarne poi nell’anno nuovo. In particolare sono previsti dei piccoli aumenti per alcune categorie di lavoratori. Infatti con la Circolare dell’INAIL n.36 del 14 dicembre 2021, arrivano aumenti per tutti coloro che percepiscono rendite e assegni di assistenza. Ciò in virtù della rivalutazione annuale effettuata per l’anno 2021. Pertanto, con i decreti n.186 e 188, il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha approvato la proposta di rivalutazione presentata dal Consiglio d’Amministrazione dell’INAIL. Pertanto, per il 2021 arriveranno rendite aumentate a diverse categorie di percettori. Tra questi sicuramente rientrano i vedovi e coloro che si occupano della casa. A tal proposito, ecco quanto aumenta anche l’assegno alle casalinghe senza contributi INPS nell’anno nuovo.

Ma non solo, oltre a vedove e casalinghe anche per questi lavoratori arriva l’aumento dell’assegno di rendita senza domanda. Più precisamente arriva l’aumento dell’assegno per infortuni e malattie professionali nei settori dell’industria, agricoltura, marittimo e in ambito domestico.

L’ausilio dell’INAIL

I nuovi importi conseguenti alla rivalutazione si applicano dal primo gennaio 2021 in poi. Quindi, l’INAIL provvederà ad inviare un’integrazione a coloro che già hanno ricevuto la rendita dal mese di febbraio 2022.

L’assegno di rendita previsto dall’INAIL è una prestazione economica consistente in un indennizzo per la ridotta capacità lavorativa. Questa si valuta tenendo conto delle tabelle allegate al T.U. n.1124/1965. Per avere diritto alla rendita sono necessari 2 requisiti:

  • grado d’inabilità permanente compreso tra l’11% e il 100%;
  • causa lavorativa dell’infortunio o malattia professionale.

Oltre a vedove e casalinghe anche per questi lavoratori arriva l’aumento dell’assegno di rendita senza domanda

Ogni anno, il primo luglio si procede alla rivalutazione della retribuzione per la liquidazione delle rendite versate dall’INAIL agli invalidi del lavoro e mutilati. Questa avviene tenendo conto dell’effettiva variazione dei prezzi al consumo per le famiglie operata dall’ISTAT rispetto all’anno passato. Gli incrementi ottenuti si assorbono nell’anno in cui scatta la variazione retributiva minima non inferiore al 10% rispetto alla retribuzione considerata per la precedente rivalutazione.

In questa condizione non si applicherà la rivalutazione ISTAT per i settori dell’agricoltura, industria navigazione e domestico. Bensì la rivalutazione extra decennale prevista dalla Legge n.41/1986.

La variazione che è emersa è stata pari al 12,47% tra il 2011 e il 2020. A seguito di questa variazione vengono assorbite tutte le rivalutazioni relative al costo della vita, avvenuta tra il 2013 e il 2020 pari al 7,22%. Pertanto la riliquidazione al primo gennaio risulta del 4,9%. Conseguentemente è stata prevista la rivalutazione delle prestazioni economiche dall’INAIL.

Pertanto nel settore industria e nel settore marittimo la retribuzione convenzionale annua per la liquidazione delle rendite è la seguente:

  • retribuzione minima annua euro 17.448,90;
  • retribuzione massima annua euro 32.405,10.

Nel settore marittimo fanno eccezione i comandanti e i capi macchinisti, i primi Ufficiali di coperta e di macchina e altri ufficiali.

Mentre nel settore agricolo la retribuzione convenzionale annua per la liquidazione delle rendite è di 26.333,74 per quanto riguarda i lavoratori subordinati a tempo determinato.

Per i lavori subordinati a tempo indeterminato si applicano i parametri del settore industriale, mentre per quelli autonomi è di euro 17.448,90.

Per tutti i lavoratori di questo settore pertanto da febbraio 2022, oltre ad arrivare l’importo della rendita integrato dell’aumento, arriveranno anche gli arretrati del 2021.

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