Ogni appassionato di lettura deve sapere cosa c’è sotto questo intrigante classico

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La bellezza della letteratura non è confinata alle pagine dei libri. Si espande alle storie degli scrittori che le hanno riempite. Le vicissitudini che hanno portato alla pubblicazione dei grandi romanzi spesso sono avvincenti tanto quanto le avventure narrate. Un amante dei libri non può resistere a indagare nelle vite degli autori, cogliendo i punti d’incontro tra realtà e finzione.

In questo articolo parleremo di una pietra miliare della letteratura, che nasconde tra le sue pagine le incredibili circostanze in cui è nata. Ogni appassionato di lettura deve sapere cosa c’è sotto questo intrigante classico.

Un capolavoro nato per gioco

Il 1816 è ricordato dalla storia come l’anno senza estate, perché venti gelidi e piogge torrenziali colpirono l’Europa senza sosta. Il fatto causò gravi danni ai raccolti da cui derivò una profonda crisi economica.

Proprio in quell’anno, in una villa nei pressi di Ginevra (Svizzera), abitavano il poeta inglese Lord Byron e la sua compagna Claire Clairmont. Durante il mese di giugno, i due ospitarono alcuni amici: il medico John William Polodori, il poeta Percy Shelley e sua moglie Mary, anch’essa scrittrice.

Costretti a restare spesso dentro casa a causa del maltempo incessante, i quattro inventarono un gioco per passare il tempo. Ognuno avrebbe avuto qualche giorno per scrivere una storia dell’orrore, da leggere agli altri davanti al camino acceso.

Mary era la meno ispirata del gruppo. Ma dopo aver ascoltato un discorso di Polidori circa alcune teorie galvaniste, ebbe l’illuminazione. Fu così che nacque un capolavoro assoluto della letteratura gotica, ancora oggi letto, studiato e rivisitato: “Frankenstein”.

Ogni appassionato di lettura deve sapere cosa c’è sotto questo intrigante classico

Scritto quando l’autrice aveva solo 19 anni, “Frankenstein” è considerato il primo romanzo fantascientifico.

La Shelley raccontò che l’idea definitiva le venne in seguito a un sogno fatto la notte del 16 giugno, a quanto scrive nei suoi diari. Il sogno riguardava la teoria di Erasmus Darwin (il nonno di Charles) sulla vita dopo la morte, di cui Polidori era fervido sostenitore.

Il romanzo, che a una prima lettura è un’intrigante storia di fantasia, affronta temi importantissimi per l’epoca, come la maternità e l’illimitato potere della scienza. Da oggi possiamo leggerlo, o rileggerlo, con occhi nuovi.

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