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Occhi su Snam Rete Gas e la sua voglia di estero

Lento ritorno verso i livelli pre-Covid per Snam Rete Gas, che nell’ultima ora di contrattazione di oggi quota intorno ai 43,5 euro per azione. Si avvicina alla soglia psicologica dei 4,5 euro raggiunti a febbraio scorso. Gli operatori tengono d’occhio l’azione del player italiano nel settore delle infrastrutture energetiche. Infatti Snam sta operando molto bene sotto la guida di Marco Alverà.

Oltre all’interesse per l’idrogeno come risorsa da sviluppare nel futuro, questa settimana ha annunciato una delle più importanti operazioni mai avvenute nel settore a livello globale. Si tratta della prima acquisizione di Snam fuori dall’Europa. Snam Rete Gas, in consorzio con alcuni tra i più importanti fondi di investimento internazionali, ha raggiunto un accordo con The Abu Dhabi National Oil Company (Adnoc). In pratica uno dei maggiori operatori energetici al mondo. Il progetto è un investimento nelle infrastrutture energetiche degli Emirati Arabi Uniti.

Un accordo per gestire 38 gasdotti

Occhi su Snam Rete Gas e la sua voglia di estero. Perchè l’accordo prevede che il consorzio, nel quale Snam è affiancata da Global Infrastructure Partners (Gip), Brookfield Asset Management, Gic (il fondo sovrano di Singapore), Ontario Teachers’ Pension Plan e NH Investment & Securities, acquisti il 49% di Adnoc Gas Pipeline Assets. Questa società detiene per un periodo di 20 anni i diritti di gestione, remunerati a tariffa, delle infrastrutture (38 gasdotti) che collegano l’upstream di Adnoc ai punti di consumo di Abu Dhabi e ai terminali di esportazione e interconnessione verso gli Emirati vicini. Il restante 51% di Adnoc Gas Pipelines sarà controllato da Adnoc. Nel deal Snam è stato assistito da Rothschild e Dentons, rispettivamente nel ruolo di advisor finanziario e advisor legale.

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Occhi su Snam Rete Gas e la sua voglia di estero

Adnoc Gas Pipelines è una realtà da circa 20,7 miliardi di dollari (10,1 miliardi di dollari per il 49%). Il consorzio ha ottenuto un finanziamento da circa 8 miliardi di dollari da un pool di banche internazionali. Il contributo in equity è stato ripartito tra i membri del consorzio (in quote paritetiche a eccezione del capofila Gip). Per Snam l’esborso con mezzi propri sarà pari a circa 250 milioni di dollari. Per il consorzio, nel quale Snam èl’unico operatore industriale, si tratta di un’operazione davvero cruciale.”Con questo accordo entriamo in un Paese e in una regione centrali nel settore energetico, consolidando il ruolo dell’Italia nell’area del Golfo”. Lo ha sottolineato il numero uno di Snam, Marco Alverà. “Il nostro obiettivo e’ cercare altre opportunità di collaborazione e dare un contributo al sistema energetico degli Emirati Arabi”.

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