Obiettivo zero emissioni: il piano di Bill Gates nel suo ultimo libro

William Henry Gates III, noto semplicemente come Bill Gates, è conosciuto in ogni angolo del pianeta soprattutto per la sua ricchezza e non è certo nuovo a manifestazioni di filantropia, soprattutto negli ultimi anni. Ciò che però non tutti sanno è che, oltre ad essere stato lo storico fondatore di Microsoft, a Bill Gates fa capo la Bill & Melinda Gates Foundation, cioè la più grande fondazione privata del mondo alla quale, la terza persona più ricca al mondo, si dedica ormai a tempo pieno. Negli anni infatti, l’uomo che nell’immaginario collettivo ha incarnato alla perfezione il ruolo del ricco magnate, ha dimostrato una certa sensibilità verso svariate tematiche sociali. E non si è limitato a rimanere uno spettatore.

I più informati dunque non saranno stati sorpresi all’uscita del suo ultimo libro “Clima: come evitare un disastro. Le soluzioni di oggi. Le sfide di domani” che aspira dichiaratamente a diventare una sorta di guida nella lotta al cambiamento climatico.

Una lotta universale in cui tutti hanno un compito preciso

Obiettivo zero emissioni: il piano di Bill Gates muove da alcuni punti fermi, alcune condizioni non più negoziabili.

La lotta al cambiamento climatico coinvolge tutti e tutti dovranno dare il proprio contributo, dal leader politico al comune cittadino, dallo scienziato all’imprenditore. L’obiettivo è raggiungere le tanto agognate zero emissioni di gas serra. Non è più ammissibile strategia politica volta alla loro semplice e graduale riduzione. L’unica scelta sensata porta necessariamente allo zero.

Il raggiungimento di questo target dovrà necessariamente passare dal miglioramento e dallo sviluppo delle tecnologie relative alla produzione di energia pulita (eolica e solare su tutte). Da qui la promessa di numerosi investimenti che trasformeranno in realtà il piano di Bill Gates.

Obiettivo zero emissioni: il piano di Bill Gates

Ma da un innovatore del genere è logico aspettarsi anche un focus volto alle nuove tecnologie. Da qui la recente idea di prendere parte all’ambizioso progetto SCoPEX (Stratospheric Controlled Perturbation Experiment). Il progetto, che vede la collaborazione dell’Università di Harvard e dell’Agenzia Spaziale Svedese, si prefigge l’arduo compito di creare, attraverso il lancio di un pallone aerostatico nella stratosfera, una sorta “ombrello chimico” che dovrebbe proteggere la terra riflettendo i raggi del sole.

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