Numerosi nuovi contributi approvati con l’ultimo provvedimento del Governo per aiuto prima casa, sconto TARI e sostegno alle attività produttive

La tanto attesa conversione del Decreto Sostegni bis è arrivata. Sono numerosi i nuovi contributi approvati con l’ultimo provvedimento del Governo per aiuto prima casa, sconto TARI e sostegno alle attività produttive.

Il Governo ha veramente pensato a tutti.

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La riduzione della TARI

Il Governo ha voluto aiutare le attività che hanno subito chiusure obbligatorie. Il fondo stanziato ammonta a 600 milioni di euro per il 2021. Saranno poi i Comuni che dovranno decidere in dettaglio come destinare queste risorse per alleggerire l’importo della TARI delle attività che non hanno lavorato per mesi. Del resto, è un intervento piuttosto logico. Un’attività che non ha lavorato difficilmente può aver prodotto rifiuti.

Acquisto prima casa per i giovani

I moderni contratti di lavoro poco stabili e brevi non aiutano certo i giovani a mettere su casa. Il Decreto Sostegni bis prevede aiuti per i giovani sotto 36 anni che abbiano un rapporto di lavoro cosiddetto atipico. Chi lo richiede deve avere un ISEE inferiore a 30 mila euro l’anno. L’aiuto massimo che si può ricevere copre addirittura lo 80% del capitale necessario per l’acquisto. Per il 2021 sono stanziati 290 milioni per questo fondo giovani.

Non sono finiti qui i numerosi nuovi contributi approvati con l’ultimo provvedimento del Governo per aiuto prima casa, sconto TARI e sostegno alle attività produttive.

Per non perdere il posto di lavoro

È ovviamente basilare non perdere il posto di lavoro. Il blocco dei licenziamenti è prorogato fino al 28 agosto per le aziende che chiedono l’attivazione della Cassa Integrazione entro giugno. Come dire che se un’azienda usufruisce già di un aiuto di Stato non può certo disfarsi di quei lavoratori. Sarebbe un controsenso.

Sono mantenuti i precedenti contributi economici

Per esempio, la NASPI. Il Sostegni bis ha sospeso la riduzione del 3% mensile a partire dal quarto mese di fruizione di quel bonus. Evidentemente la situazione economica generale non si è ripresa ancora abbastanza da permettere di ridurre gli assegni mensili.

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