Novità sui permessi Legge 104 per motivi di svago senza rischio di licenziamento

Una recente sentenza della Corte di Cassazione chiarisce molti dubbi che riguardano il modo in cui si possono utilizzare i permessi lavorativi. Le domande più frequenti rimandano al timore che non si possa uscire di casa se non per ragioni relative alla cura della propria disabilità. Dunque per sottoporsi a visite specialistiche, sedute di riabilitazione e interventi finalizzati alle esigenze di cura. Vi sono tuttavia importanti novità sui permessi Legge 104 per motivi di svago senza rischio di licenziamento che conviene conoscere. In tal modo il portatore di handicap potrà assentarsi dal lavoro senza lo scrupolo di cadere in comportamenti illeciti.

Altro timore che assale chi gode dei benefici della Legge 104 riguarda le ferie, il trattamento di fine rapporto e il futuro pensionistico. Chi richiede i permessi lavorativi con retribuzione si chiede se gli stessi avranno una ricaduta negativa sull’importo pensionistico. A tal proposito il Lettore potrebbe reperire informazioni utili nell’articolo “Come evitare che i permessi della Legge 104 riducano gli assegni delle pensioni INPS”.

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Gli aggiornamenti che la Redazione fornisce riguardano invece delle interessanti novità sui permessi Legge 104 per motivi di svago senza rischio di licenziamento. La sentenza della Corte di Cassazione non si riferisce ai familiari che prestano cura e assistenza avvalendosi del congedo retribuito. Le disposizione della Cassazione riguardano specificatamente i portatori di handicap e le modalità di fruizione dei permessi ad ore o giornalieri.

Novità sui permessi Legge 104 per motivi di svago senza rischio di licenziamento

Con l’ordinanza 20243 del 2020 la Corte di Cassazione statuisce che il lavoratore può utilizzare i permessi anche per motivi di svago. Il che significa che può assentarsi dal lavoro non necessariamente ed esclusivamente per recarsi in studi medici e per interventi di cura. Il dipendente cui l’INPS riconosce i benefici della Legge 104/92 può  spendere le ore o le giornate di permesso anche per divertirsi e svagarsi. Non riceverà alcuna sanzione né si esporrà a minaccia di licenziamento chi utilizzerà i permessi per incontrare amici, frequentare centri ricreativi ecc.

L’ordinanza degli ermellini considera difatti indispensabile anche l’inserimento del disabile nel tessuto sociale per ridurre lo svantaggio derivante dalla menomazione psicofisica. La recente sentenza consente dunque occasioni di divertimento, socializzazione e partecipazione ad eventi che promuovano autostima e realizzazione personale.

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