Non tutti sanno che è a rischio il posto di lavoro con l’inidoneità alla mansione

Lo scorrere del tempo porta tanti cambiamenti sociali e il susseguirsi degli eventi, anche nella nostra vita, potrebbero cambiarci. A tal punto da renderci a volte inidonei a funzioni e compiti che abbiamo sempre svolto. Ovviamente, lo stato di salute psico-fisico è in stretta relazione con la capacità lavorativa. Non tutti sanno che è a rischio il posto di lavoro con l’inidoneità alla mansione.

Determinati lavori, infatti, richiedono specifici requisiti fisici. Pertanto, se vengono meno, viene meno anche l’idoneità alla mansione per cui si è stati assunti. ProiezionidiBorsa affronta il tema dell’inidoneità alla mansione, cosa accade al rapporto tra lavoratore e dipendente? Il datore di lavoro può licenziare il dipendente non più idoneo a svolgere la sua mansione? Il dipendente, qualora dovesse ritenersi idoneo, come può tutelarsi? Ma soprattutto chi rileva l’idoneità alla mansione del lavoratore?

Giudizio di idoneità

È chiaro che un medico specializzato dovrà emettere un giudizio di idoneità del lavoratore a svolgere quella specifica mansione per la quale è stato assunto.

Ogni azienda, che richiede determinati requisiti fisici in virtù dei rischi connessi alle mansioni, deve avere al suo interno un medico competente o aziendale. Quest’ultimo periodicamente visita i dipendenti dell’azienda, sottoponendoli a specifici esami. Gli esami e i controlli che il lavoratore svolgerà sano strettamente collegati alle mansioni svolte e ai rischi connessi al loro esercizio. Il medico aziendale, al termine delle visite, rilascia al datore di lavoro il certificato di idoneità.

Cosa accade se il medico ritiene il lavoratore non idoneo

Non tutti sanno che è a rischio il posto di lavoro con l’inidoneità alla mansione. Infatti, ci sono vari gradi di idoneità che comportano determinate conseguenze. Il medico potrebbe dichiarare il dipendente totalmente, parzialmente o non idoneo alle mansioni, in maniera assoluta o temporanea.

Nel caso di giudizio di parziale idoneità, il medico potrebbe prescrivere limitazioni o prescrizioni da adottare per lo svolgimento dell’attività lavorativa.

Nel caso di inidoneità totale, il datore di lavoro dovrà valutare la possibilità di inserire il lavoratore in un’altra posizione. Potrebbe accadere che posizioni vacanti riguardano livelli più bassi, a questo punto datore e lavoratore potrebbero stipulare il cosiddetto patto di demansionamento. Quando non sia possibile inquadrare il lavoratore in altre posizioni, senza mutare l’assetto aziendale, scatta il licenziamento per giustificato motivo oggettivo. E da qui tutte le conseguenze che ne derivano.

Si può ricorrere avverso il giudizio del medico competente

Non tutti sanno che è a rischio il posto di lavoro con l’inidoneità alla mansione, ecco perché si può anche ricorrere avverso il parere medico. Infatti, qualora il lavoratore o anche il datore non dovessero ritenere giusto il giudizio del medico, potranno ricorrere all’organo di vigilanza della ASL territorialmente competente. Il ricorso si presenta entro 30 giorni dalla ricezione della comunicazione.

Approfondimento

L’INPS detta le regole per questi professionisti

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