Non tutti la conoscono, ma questa pianta sta già incantando il Mondo intero per la sua bellezza

Per chi ha l’esigenza di decorare gli spazi esterni della casa e circondarsi di bellissime piante, questo è il periodo ideale per occuparsene. La natura ci offre tantissime soluzioni, tant’è vero che anche chi ha poca dimestichezza con il giardinaggio può comunque coltivare delle piante.

Tra le più semplici da gestire troviamo sicuramente le piante grasse, delle strutture vegetative altamente durature e resistenti, che potrebbero marcire solo in determinate situazioni. In realtà, però, ce ne sono altre che si prestano ad essere coltivate con facilità.

Tra queste rientrano le agastache, una specie di piante perenni appartenenti alla famiglia delle Lamiaceae. Originarie dell’America settentrionale e centrale, esse vengono coltivate come piante aromatiche o ornamentali. Tra le loro caratteristiche principali spicca il fatto di essere estremamente resistenti alle avversità e, quindi, molto semplici da gestire e curare.

Caratteristiche estetiche

Le agastache sono composte da fusti verdi semi-legnosi, molto ramificati e che possono raggiungere anche i 70 cm di altezza. In genere, nel loro pieno sviluppo vegetativo, formano cespugli molto decorativi e ricchi di foglie. Queste ultime sono ovate-lanceolate, con margini dentellati e l’apice appuntito. Inoltre, sono spesse, rugose e ricoperte da una leggera peluria. Per quanto riguarda il colore, invece, la loro tonalità può variare dal verde scuro al verde chiaro.

Tuttavia è nel periodo della fioritura, da maggio fino ad ottobre, che questa pianta mostra tutto il suo fascino. Agli apici dei fusti, infatti, spuntano delle bellissime infiorescenze a pannocchia di circa 15 cm e composte da numerosi fiori. Questi sono piccoli, molto profumati ed estremamente variabili nel colore. Infatti, possiamo trovarli anche di colore bianco, rosa, arancione, rosso, o addirittura violetto.

Non tutti la conoscono, ma questa pianta sta già incantando il Mondo intero per la sua bellezza

Per quanto riguarda le cure da dedicare a questa pianta, ci basta sapere che le agastache si sviluppano principalmente in luoghi semi ombreggiati. Tuttavia, per una fioritura abbondante e regolare, bisognerebbe esporle in posizioni soleggiate. In generale, tollerano molto bene il caldo estivo e si adattano anche molto bene a climi più rigidi.

Nel corso del periodo vegetativo, hanno però bisogno di molta acqua. Per questo motivo, si consiglia di annaffiarle a giorni alterni, soprattutto durante lunghi periodi di siccità. Nei mesi successivi, quando le temperature iniziano a calare, si può anche diminuire la frequenza delle innaffiature. Attenzione, però, a non esagerare con le quantità poiché, nonostante sia abbastanza resistente, questa pianta teme i ristagni idrici. Il terreno, infine, deve essere fertile, ben drenato e misto a torba.

Anche se le agastache sono piante che si sviluppano molto bene in campo aperto, in realtà si possono coltivare anche in vaso. L’importante è posizionarle in vasi profondi e larghi, con un diametro minimo di 40 cm, e con un substrato di terriccio, torba e sabbia. Anche in questo caso, per le innaffiature bisognerà seguire lo schema spiegato precedentemente. Quindi, non tutti la conoscono, ma questa pianta potrebbe essere tra le candidate perfette per adornare i nostri balconi e giardini. In alternativa, possiamo scegliere di coltivare anche altre piante, come il garofano, la cosmea e l’alstroemeria.

Lettura consigliata

Una valanga di profumi travolgerà il nostro balcone con queste 3 piante perenni da coltivare anche in campo aperto

(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo. Non conosciamo i comportamenti dei nostri lettori nei confronti di utensili presenti in casa o in giardino. Per questo motivo si raccomanda di utilizzare la massima cautela ed attenzione con attrezzi per la casa e il giardino per evitare di creare spiacevoli incidenti. In ogni caso è fortemente consigliato leggere le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore consultabili QUI»)

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