Non solo bulbose, il segreto di fiori bellissimi si nasconde in queste radici

Le vere protagoniste della primavera appena iniziata sono le piante bulbose, rizomatose e tuberose. Tulipani, narcisi, gigli, mughetti e tanti altri. Si tratta di piante facili da gestire perché sopravvivono bene anche senza eccessive cure. Infatti, la fonte di sostentamento primaria di queste specie è rappresentata dalle sostanze nutritive immagazzinate dai loro organi sotterranei.

Nel linguaggio comune si sente spesso utilizzare il termine bulbose per indicare, indiscriminatamente, tutte e tre le tipologie di piante.

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Tuttavia, esistono delle differenze tra piante con bulbo, con rizoma o con tubero. Non solo bulbose, il segreto di fiori bellissimi si nasconde in queste radici. Nel presente articolo, infatti, si andrà a capire cosa differenzia e cosa accomuna queste “radici”.

Bulbi

Quando si parla di bulbi e di bulbose i primi esempi che saltano alla mente sono tulipani, giacinti e narcisi. Tuttavia, nessuno pensa al fatto che il bulbo per eccellenza è rappresentato dalla cipolla. I bulbi sono caratterizzati da un restringimento nella parte superiore. Nella parte inferiore si sviluppano le radici.

Si riconoscono perché sono caratterizzati da uno strato di foglie. Esattamente come la cipolla. I bulbi hanno la tendenza a rinnovarsi per tutta la vita della pianta.

La maggior parte delle bulbose fiorisce dall’inizio della primavera all’inizio dell’estate. I bulbi, dopo la fioritura, torneranno ad essere dormienti. Per poi rifiorire l’anno successivo.

Si tratta di piante che si adattano bene anche alla crescita in vaso sul balcone. Facili da coltivare e perfette anche per principianti.

Per consigli sulla coltivazione dei tulipani si consiglia di leggere questo articolo.

Tuberi

In questo articolo non si tratterà solamente di bulbose, perché il segreto di fiori bellissimi si nasconde anche in queste radici.

I tuberi sono molto diversi dai bulbi. Lo si nota anche a una prima occhiata. Come nel caso del bulbo si tratta di una radice sotterranea ma a differenziarlo c’è il rivestimento. Infatti i tuberi sono rivestiti da una buccia esterna che protegge la parte interna.

Un classico esempio di tubero è il topinambur, un alimento molto apprezzato e utilizzato in cucina per dare vita a svariate ricette.

I tuberi sono riconoscibili anche per la presenza di numerose gemme simili ad escrescenze. A differenza dei bulbi non si rinnovano. E una volta raggiunte le massime dimensioni smettono di crescere.

I tuberi sono piante di facile coltivazione. Non necessitano di particolari cure. Sarà solamente necessario prestare attenzione al posizionamento nel terreno. E al numero di “occhi” presenti sulla radice.

Infatti, nel caso in cui ci sarà un solo “occhio”, occorrerà posizionare il tubero nel terreno con la gemma rivolta verso l’alto. Nel caso di più gemme, evitare che le più grosse siano rivolte verso il basso.

La fioritura avverrà nella seconda metà della stagione estiva. Per il resto del tempo riposeranno protetti dal terreno.

Rizomi

Da ultimi si tratterà dei rizomi. Un apparato radicale nettamente diverso rispetto a bulbi e tuberi.

Infatti, si tratta di fusti sotterranei che hanno la funzione di accumulare sostanze di riserva per consentire alla pianta di superare momenti negativi. Le piante rizomatose sono in grado di rigenerarsi.

Gli esempi più noti di piante rizomatose sono rappresentati dagli iris, dai mughetti e dallo zenzero.

Infatti, alcuni rizomi come lo zenzero sono commestibili e possono essere utilizzati come spezie.

Un particolare tipo di pianta rizomatosa è rappresentata dalla posidonia oceanica, una pianta marina con caratteristiche simili a quelle terrestri. Ecco perché quando si parla di fiori bellissimi non è possibile utilizzare il solo termine “bulbose”.

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