Non si torna a scuola senza il certificato del pediatra

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La riapertura delle scuole in periodo Covid comporta qualche precauzione in più. Dopo alcuni giorni di assenza non si torna a scuola senza il certificato del pediatra. In particolare i giorni di assenza incriminati sono 3 per gli asili nido e le scuole materne. Sono 5 per le primarie e secondarie. L’obbligo del certificato potrebbe essere ripristinato in questo periodo di emergenza sanitaria. Serve a dimostrare l’assenza di sintomi Covid, certo. Ma è davvero un’attestazione efficace? In realtà il mondo scientifico afferma che per avere certezza sull’assenza di contagiosità occorra il tampone. E di conseguenza occorre attendere alcuni giorni per l’esito dell’esame. La tradizionale visita del pediatra non sembra sufficiente allo scopo.

Non si torna a scuola senza il certificato del pediatra

E’ ragionevole immaginare che il pediatra rilascerà il certificato solo a fronte di un risultato negativo del tampone. Altrimenti il pediatra si assumerebbe una responsabilità enorme senza disporre degli strumenti diagnostici idonei.

Perchè il certificato sia idoneo per la riammissione a scuola il medico deve scrivere che la malattia del bambino non è del ceppo Sars- Covid. L’unico modo per affermarlo con sicurezza è appunto l’effettuazione del tampone.

Sembra veramente un cane che si morde la coda.

I recenti rientri dalle vacanze ci hanno insegnato che i risultati dei tamponi sono pronti solo dopo alcuni giorni. Quindi un’assenza di soli 3 giorni potrebbe tradursi in un’assenza effettiva di totali 7 – 10 giorni solo per attendere il risultato dell’esame.

La scuola spera nella rapida diffusione del cosiddetto test rapido. E’ eseguito con un prelievo di saliva. Non è solo più rapido nell’acquisizione de risultato, ma è anche meno invasivo del prelievo di sangue.

Altre prescrizioni per il rientro

Per garantire il distanziamento sociale le proposte sono state le più svariate. Si è parlato di ridurre la durata di ogni singola lezione portandola da 60 a 40 o 45 minuti. Non è dato comprendere, però, in che modo questo potrebbe garantire il distanziamento durante lo svolgimento della lezione. Si è anche ipotizzato di scaglionare gli ingressi programmandone uno alle ore 8,30 e l’altro alle 9,30 coordinandoli con il trasporto pubblico locale.

Sembra francamente una misura difficoltosa da adottare per le note difficoltà a rendere il trasporto pubblico elastico e di adattarlo alle mutevoli esigenze della società.

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