Non si scherza con i divieti, sanzioni fino a 1.000 euro per le attività che non rispettano il DPCM

Il nuovo DPCM, in vigore dal 16 gennaio, ha prorogato lo stato di emergenza fino al 30 aprile 2021.

L’Italia continua ad essere a colori, divisa per zone. Continuano i divieti necessari per contenere la diffusione dell’epidemia epidemiologica. Non si scherza con i divieti, sanzioni fino a 1.000 euro per le attività che non rispettano il DPCM. Confermato il coprifuoco dalle 22,00 alle 5,00. Sarà consentito, una volta al giorno, spostarsi presso un’altra abitazione privata nel limite di due persone. Si potrà portare con sé i figli minori e le persone disabili o non autosufficienti con loro conviventi.

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Zone rosse, gialle e arancioni

Per quanto riguarda bar e ristoranti, in fascia rossa e arancione, continueranno ad essere chiusi al pubblico. Si pone il divieto ai bar del servizio di asporto dopo le 18,00. Ciò per evitare assembramenti per le strade e innanzi ai locali, se pur chiusi al pubblico. I ristoranti, invece, potranno continuare l’asporto fino alle 22,00. Nelle zone in fascia gialla bar e ristoranti aperti fino alle 18,00.

Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone, salvo che siano tutti conviventi. Dopo le ore 18,00 è vietato il consumo di cibi e bevande in luoghi pubblici e aperti al pubblico. Resta ferma la consegna a domicilio.

Non si scherza con i divieti, sanzioni fino a 1.000 euro per le attività che non rispettano il DPCM

Multe salate per chi non rispetta i divieti. Infatti, sono previste sanzioni amministrative a partire da 400 euro fino ad euro 1.000 per chi non rispetta le misure di contenimento Covid. La sanzione può essere aggravata con la chiusura dell’attività commerciale dai 5 ai 30 giorni. In caso di reiterazione di comportamenti contrari ai divieti, la sanzione amministrativa è raddoppiata, e quella accessoria è applicata nella misura massima.

Ovviamente si potrà proporre ricorso avverso le sanzioni irrogate, innanzi al Giudice di Pace o al Tribunale territorialmente competenti, a seconda dei casi. Il ricorso dovrà proporsi entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento. Pertanto, senso civico e osservanza delle regole, insieme ai vaccini, permetteranno col tempo di ritornare alla nostra normalità tanto desiderata.

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