Non a Barcellona o Parigi ma nel cuore di Roma c’è un quartiere folle da vedere assolutamente almeno una volta nella vita

Sul fatto che la “città eterna” sia un patrimonio dell’umanità non ci sono dubbi. Spesso però associamo la sua bellezza e la sua maestosità alle epoche passate. Ovviamente c’è un’abbondanza tale di testimonianze che probabilmente una vita non basterebbe per conoscerle tutte. Erroneamente però escludiamo quasi a prescindere la presenza di altre dimensioni, ben più vicine al presente. Recentemente ci siamo soffermati sulla mostra sensazionale che unisce il passato al futuro a pochi metri da Piazza Navona. Questa nasconde le visioni colorate e fantasiose di grandissimi artisti contemporanei, utili anche a far trascorrere ore di divertimento ai bambini. Poi abbiamo addirittura visto che a Roma esiste un lago d’acqua dolce che quasi nessuno conosce.

Oggi invece scopriamo un quartiere che non ha nulla da invidiare alle visioni bohémien e liberty di altre capitali più famose per questo genere di attrazione. Così, non a Barcellona o Parigi ma nel cuore della città eterna si nasconde il quartiere Coppedè. Potremmo definirlo come l’intuizione folle e visionaria di una mente molto ispirata.

Una fusione di elementi misteriosa

Descrivere questo luogo magico non è semplice. Si tratta di un esperimento di fusione di stili eclettico e sorprendente pensato dall’architetto Gino Coppedè. Fu costruito dal termine della Prima Guerra Mondiale e fino al 1926. La costruzione ebbe una vicenda complessa e travagliata. La definizione di quartiere sarebbe anche erronea da un punto di vista topografico. Di certo, entrare tra le strade di questi edifici significa spostarsi in un luogo separato ed ulteriore rispetto al resto della città. Si tratta di un vero e proprio esperimento artistico in cui perdere la percezione del materiale ed immergersi in una sensazione di straniamento e di leggerezza.

Si percepisce l’elegante decadenza dello stile liberty, che comunica la gioia di vivere e una certa vena esotica. Non è forse un caso che alcune ambasciate abbiano sede proprio tra questi edifici. Tra queste ci sono il palazzo dell’Ambasciata del Marocco, della Bolivia e del Sud Africa. Eppure nello stile dei palazzi si percepiscono anche i richiami ai canoni della grandezza di Roma antica. Questo si vede nei materiali usati per la costruzione come travertino, marmi e maioliche. Non solo gli archi dell’arte classica, ma sono splendide anche le forme floreali del decò e del barocco, quelle cupe del gotico e dello stile medieval.

Non a Barcellona o Parigi ma nel cuore di Roma c’è un quartiere folle da vedere assolutamente almeno una volta nella vita

Per accedervi occorre dirigersi verso il quartiere Trieste, nella zona Nomentana e vicino a Piazza Buenos Aires. Qui troveremo, nei pressi di Via Dora, un grande arco d’accesso al cui interno pende un lampadario in vetro e ferro battuto. Statue, maschere e fontanelle ci osservano mentre facciamo ingresso. E ci accompagneranno per tutto l’itinerario. Vedremo palazzi e monumenti dai nomi unici. Ecco “Palazzo del Ragno”, la “Fontana delle Rane” ed il meraviglioso “Villino delle Fate”. Queste vie devono aver avuto un fascino irresistibile per Dario Argento, che ci ha girato vari film. Tra questi, “L’uccello dalle piume di cristallo” e “Inferno”.

Inoltre, nella fontanella all’ingresso avrebbero fatto un bagno persino i Beatles. Fatto avvenuto, questo, in corrispondenza della loro serata al Piper, il celebre locale romano che sorge a poca distanza dal quartiere Coppedè.

Approfondimento

Perfetto come gita fuori Roma coi bambini, questo borgo dai vicoli colorati è un gioiello immerso nella natura dove si mangia pure bene

Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore, consultabili QUI»)

Consigliati per te