Netflix: è il caso di vendere?

Sui mercati il caso Netflix (NASDAQ:NFLX) è emblematico dei nuovi consumi da coronavirus. Ma in molti si chiedono, riguardo alle azioni Netflix, è il caso di vendere?

Da tempo si sa che quello dello streaming video è un mercato già enorme di per sè e che crescerà negli anni a venire. In poche parole, è un mega trend. E in questo megatrend c’è chi occupa la posizione di leader: Netflix. E’ il caso di vendere le sue azioni? La domanda sorge dopo aver visto il sell on news arrivato dopo la presentazione della trimestrale.

La trimestrale di Netflix

Recentemente il gigante dello streaming è stato il protagonista (in positivo) della stagione delle trimestrali a Wall Street. Un protagonista il cui successo, in realtà, era stato facilmente prevedibile. Chiusi in casa a causa dell’epidemia di Covid 19, moltissimi hanno fatto appello a Internet e TV per evadere dalla noia. Guardando ai numeri della trimestrale di Netflix, durante i primi tre mesi del 2020 l’azienda ha registrato 5,77 miliardi di dollari di ricavi (27,6% sullo stesso periodo del 2019). A questo si aggiungano i quasi 710 miliardi di utile netto, ben oltre i 344 dello scorso anno. Risultati che appaiono ancora migliori se si pensa ai 218 milioni citati nella lettera agli investitori come costi a breve termine.

Un vantaggio competitivo sul lungo termine

Non solo ma le previsioni dell’azienda parlano di un margine di profitto del 16% per il 2020. Ottima anche la raccolta sul fronte degli abbonati: 15,77 milioni, più del doppio rispetto alle previsioni ferme a 7 milioni. Un traguardo, quest’ultimo, particolarmente importante. Infatti si tratta di una vittoria sulla più forte delle minacce: Disney+. Il canale di Topolino non ha che 50 milioni di abbonati in totale, Netflix chiude il suo saldo a oltre 182 milioni. Il che offre un indubbio vantaggio competitivo sul lungo termine.

Netflix: è il caso di vendere?

Infatti è difficile che un abbonamento venga disdetto soprattutto in vista di un lockdown che potrebbe dover fare i conti con una seconda ondata in autunno. Nonostante tutto ciò c’è chi si chiede, su Netflix: è il caso di vendere? Il dubbio potrebbe arrivare dal fatto che la recessione porterà molti a rivedere eventuali spese superflue. Ma in questo caso Netflix potrà contare su chi deciderà di tagliare la Tv via cavo (più obsoleta) a favore dello streaming. Altro punto di forza di Netflix? La flessibilità. L’esempio arriva proprio da quanto avvenuto in queste ultime settimane. L’aumento degli utenti ha creato pressione sui server, tanto da portare addirittura l’Unione Europea a chiedere ai vertici dell’azienda di operare alcuni cambiamenti per alleggerire il traffico dati. Detto, fatto. Netflix ha abbassato la definizione dei propri video senza pregiudicarne la qualità.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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