Nessuno ha mai raccontato questa storia dai “temp de Carlo Cudega”

Proverbi, detti, modi di dire sono espressione di una specifica espressione popolare. Per circostanze fortuite o per evoluzione memetica, ad un certo punto esulano dalla propria specificità storico-geografica diventando patrimonio universale. Spesso l’origine e le motivazioni che sottendono alla nascita di un detto rimangono avvolti in una nebula di storie contrastanti da confonderne i contorni. Si sfocia pertanto nella leggenda o nel mito, dove realtà e fantasia si accrescono e si ingarbugliano reciprocamente. Per esempio, nessuno ha mai raccontato questa storia dai “temp de Carlo Cudega”.

In Lombardia, soprattutto nella provincia di Milano, si è diffuso questo modo di dire dal temp de Carlo Cudega, a significare in illo tempore, tanto tempo fa. È dal temp del Carlo Cudega che quel rubinetto perde. Questa pratica la facevano già al temp del Carlo Cudega. E così via.

Nessuno ha mai raccontato questa storia dai “temp de Carlo Cudega”

Ma chi era questo Carlo Cudega? Le storie che tentino di giustificarne la fama sono diverse. Nessuna del tutto convincente, anche se nessuna palesemente falsa.

Una prima ipotesi risale all’epoca di Carlo V famoso per le numerose guerre in Italia (1500-1550 circa). Secondo questa prima ipotesi, Cudega sarebbe una distorsione linguistica di quinto, facendo riferire il Carlo di cui sopra direttamente all’imperatore.

Una seconda ipotesi invece sarebbe da rintracciarsi un paio di secoli più tardi, quando era d’uso agli uomini aristocratici del tempo di indossare parrucche o di ungersi i capelli con uno strato a base di grasso di suino (codega, ovvero cotenna). Questa moda settecentesca era già considerata sorpassata a inizio Ottocento (di qui il significato di “tanto tempo fa”). Carlo Cudega sarebbe quindi un uomo ottocentesco fuori moda.

Oppure, e qui la terza ipotesi, Cudega deriverebbe dal nome di una marsina con falde a coda di rondine indossata dai servi di ricchi possidenti.

Come detto, tutto diventa rumore di fondo e probabilmente sarà difficile rintracciare l’origine esatta di questo modo di dire. Eppure, la forza delle leggende è quella di permanere prendendo strade impensabili. Per esempio, nessuno ha mai raccontato questa storia dai “temp de Carlo Cudega”. Fino ad oggi!

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