Nessuna tassa patrimoniale per Italia, la Germania fa marcia indietro. E ci loda

Arriva dal tedesco Der Spiegel, il settimanale più letto in Germania, un inaspettato assist all’Italia. Dopo gli attacchi subiti dal nostro Paese la scorsa settimana, con invocazione di patrimoniali al 14% su ogni cittadino, la rivista tedesca prende posizione a favore dell’Italia. E torna a bacchettare il capo del Governo Angela Merkel, dopo averla criticata per l’opposizione agli Eurobond. In un editoriale del settimanale non si richiede nessuna tassa patrimoniale per Italia, la Germania fa marcia indietro.

Nessuna tassa patrimoniale per Italia, la Germania fa marcia indietro

Qualche giorno fa è apparso un articolo di un settimanale tedesco in cui si invocava per l’Italia una tassa patrimoniale del 14% su ogni persona. Nell’articolo si suggeriva questa come soluzione per rimettere in sesto i conti del nostro Paese, destinati a salire di molto per quest’anno. In poco tempo il dibattito si era ampliato. Un primo articolo sull’argomento era stato lanciato dal Magazine Manager, era stato poi ripreso dal sito Focus.de ed infine ampliato dall’economista Daniel Stelter. Posizioni, occorre sottolineare, che non arrivavano da prese di posizioni ufficiali di politici e istituzioni tedesche. Piuttosto pensieri espressi da una certa editoria teutonica avversaria (non vogliamo pensare nemica), dell’Italia. Da sempre l’Italia è stata oggetto di attacchi duri sulla stampa di Berlino. Il settimanale più letto, il Der Spiegel ci ha intitolato più di una copertine al veleno, con riferimento a pizze, mandolini, pistole, mafia ecc.

Ma è proprio dal Der Spiegel che arriva un inaspettato sostegno all’Italia e una tirata d’orecchi al capo del governo Angela Merkel. E lo fa in un editoriale a firma di  

Thomas Fricke, dal titolo “Dolce vita? Sciocchezze. Dal 2010, gli investimenti pubblici in Italia sono diminuiti del 40% sotto la pressione del risparmio. Un vero crollo.” Per smontare l’idea sbagliata dell’Italia spendacciona, il settimanale tedesco riporta l’analisi della professoressa dell’Università di Roma Tre Antonella Sturati. In questo studio la Sturati sostiene che “dal 1992, i Governi italiani hanno avuto eccedenze di bilancio anno dopo anno, escludendo il pagamento degli interessi. Ad eccezione del 2009, anno di crisi finanziaria globale”. Sempre nel settimanale si legge come la spesa pubblica italiana sia rimasta immobile dal 2006, mentre in Germania è aumentata di quasi il 20%.

L’Europa e la Germania, non possono fare a meno dell’Italia

Thomas Fricke ammonisce il governo tedesco e quelli del Nord Europa a non tenere un eccessivo atteggiamento punitivo contro l’Italia e i Paesi del Sud Europa. Perché lascerebbe lo spazio all’affermarsi dei movimenti populisti anti Europa. E alla ascesa al potere di personaggi come Boris Johnson o Donald Trump che non hanno a cuore le sorti della UE. Quell’Europa, sostiene ancora il Der Spiegel, in cui la Germania prospera da decenni, anche grazie alla forte complementarietà tra l’industria italiana e quella tedesca.

Una Italia in ginocchio, non solo metterebbe fine al progetto Europa ma porterebbe anche un grave danno economico al sistema produttivo tedesco. Si può fare i primi della classe solamente se si è in classe. Ma se la classe non esiste più non si è più primi ma soli. E Angela Merkel sembra cominci ad averlo chiaro, leggendo le sue ultime dichiarazioni di sostegno all’Italia

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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