Nel giro di pochi anni potrebbero scomparire cipolle, mele e fragole, cosa piantare nel proprio giardino o terrazzo per salvaguardare l’ambiente

Le api, come a tutti ben noto, sono insetti impollinatori. Il nostro immaginario collega le api con il delizioso nettare che producono: il miele. Ancor prima che esistesse l’apicoltura, l’uomo si nutriva del dolcissimo alimento prodotto dalle api selvatiche. Si può affermare quindi che la relazione tra uomo e api è precedente all’agricoltura. Si è poi dato spazio nel tempo al sodalizio tra apicoltura e agricoltura. Ma ci siamo mai soffermati a pensare quale sia l’utilità dell’impollinazione?

Nel giro di pochi anni potrebbero scomparire cipolle, mele e fragole, cosa piantare nel proprio giardino o terrazzo per salvaguardare l’ambiente

Il ruolo di questi insetti è di fondamentale importanza per la regolazione dell’ecosistema. Si stima che oltre l’87% delle piante selvatiche in fiore debbano la loro capacità riproduttiva, e dunque la sopravvivenza, proprio all’impollinazione animale. Dunque la protezione di questa specie è indispensabile per la vita di una vasta gamma di colture e piante selvatiche.

Purtroppo i cambiamenti nei sistemi di agricoltura hanno reso i luoghi inospitali per i pronubi. L’utilizzo di fitofarmaci è utile per difendere le colture da agenti infestanti, parassiti e patogeni. Questo però rende inospitale l’ambiente per gli insetti. Ma anche nuove tecniche di coltivazione, come la monocoltura o l’eliminazione delle siepi, allontanano dal concetto di biodiversità. Anche queste pratiche non giovano alle api.

È di fondamentale importanza promuovere la biodiversità

Se dunque non si invertirà la tendenza nei sistemi di produzione, il rischio di estinzione per le api diverrà reale nell’arco di pochi decenni. La biodiversità è garantita dai pronubi e specialmente dalle api. Si stima infatti che il 75% delle colture mondiali dipende strettamente dagli impollinatori.

Come riportato dalla FAO, nel giro di pochi anni potrebbero scomparire alcune coltivazioni. Tra esse ci sono mandorle, mele, mirtilli, cocomeri, cipolle, zucche e fragole.

Le piante più amate dalle api, e che dovrebbero dunque essere coltivate per sostenerne l’esistenza, sono svariate. Tra le più comuni che ognuno di noi può piantare troviamo la borragine, la lavanda, il fiordaliso, la menta, l’acacia, il ciliegio. Tutte piante mellifere ricche di nettare e dunque preferite da questi preziosi insetti.

Il 20 maggio si celebrerà il World Bee Day, istituito dalle Nazioni Unite. Lo scopo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sul contributo delle api a uno sviluppo sostenibile. Tuttavia non è sufficiente un giorno all’anno. È necessario un intervento costante per tornare a concezioni agricole che premino la biodiversità e la rotazione delle colture. Tecniche, queste, che premiano anche la produttività. Esse non ledono in alcun modo l’uomo ma, piuttosto, ne migliorano la vita.

(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo. Non conosciamo i comportamenti dei nostri lettori nei confronti di utensili presenti in casa o in giardino. Per questo motivo si raccomanda di utilizzare la massima cautela ed attenzione con attrezzi per la casa e il giardino per evitare di creare spiacevoli incidenti. In ogni caso è fortemente consigliato leggere le avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore consultabili QUI»)

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