Nel 2021 aumentano gli stipendi dei dipendenti pubblici e degli statali

Una data importante quella del 10 marzo 2021. A palazzo Chigi, nella Sala Verde, è stato firmato il Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale.

Un accordo molto importante stipulato tra il Governo e i Sindacati, per la Riforma della Pubblica Amministrazione.

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L’obiettivo è di rimodernare la Pubblica Amministrazione, nell’ottica della digitalizzazione e semplificazione della macchina statale.

All’accordo quadro hanno partecipato il premier Mario Draghi, il Ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta. Nonché i vari rappresentanti di CGIL, CISL e UIL.

Con i Consulenti di Diritto del Lavoro di ProiezionidiBorsa quest’oggi, ci soffermeremo sulle linee guida poste alla base del Patto.

Cercheremo di capire quali sono nel concreto le sfide che lo Stato si appresta ad affrontare in un momento storico così delicato sotto tutti i punti di vista.

Nell’intervento introduttivo, il ministro Brunetta, ha citato le parole del presidente Sergio Mattarella: “Per la nostra gente, il volto della Repubblica è quello che si presenta nella vita di tutti i giorni. L’ospedale, il municipio, la scuola, il tribunale, il museo”.

Siamo tutti, dunque, consapevoli delle difficoltà del nostro Paese.

E per costruire un nuovo Paese è necessario investire sull’innovazione e sulle parti sociali. Occorre puntare sui lavoratori pubblici per rilanciare l’Italia.

Questo parte del discorso di apertura prima della firma del Patto.

Nel 2021 aumentano gli stipendi dei dipendenti pubblici e degli statali proprio al fine di premiare le professionalità che hanno migliorato le proprie funzioni e competenze.

Nel 2021 aumentano gli stipendi dei dipendenti pubblici e degli statali

Il Patto prevede un aumento di 107 euro lordi al mese degli stipendi dei dipendenti pubblici e statali.

Mentre per i dirigenti pubblici l’aumento è di 334 euro.

Ma la Riforma della Pubblica Amministrazione mira anche a favorire l’ingresso nel mondo del lavoro, di nuove professionalità e di giovani.

Non solo attraverso lo sblocco dei concorsi pubblici. Ma anche con modalità alternative ai concorsi stessi.

Si punta a riorganizzare lo Smart Working rendendo accessibile a tutti il lavoro agile, favorendo la produttività e premiando i risultati.

Governo e Sindacati sono, dunque, al lavoro per rinnovare i contratti relativi al triennio 2019-2021 che interessano oltre tre milioni di dipendenti pubblici.

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