Negoziati forse vicini alla svolta, Zelensky probabilmente disponibile ad un Paese «neutrale»

Onde evitare Zelensky possa sincerarsi e cambiare idea, gli attacchi di fuoco proseguono senza sosta. Solo in ordine di tempo, all’alba di stamane Mariupol sarebbe stata attaccata anche dal mare di Azov. Così come l’ospedale sarebbe occupato dalle forze russe che costringerebbero i medici ad occuparsi con priorità dei propri feriti. Attaccata nella notte anche la città di Kharkiv che è la seconda città più grande dell’Ucraina. Sarebbe stata attaccata anche una scuola sempre all’alba di oggi. Insomma, al netto della possibile propaganda, pare bastare per far rabbrividire ancora il governo ucraino.

Possibilità di una svolta

La buona nuova filtra dall’agenzia russa Tass. Abbiamo consultato direttamente la fonte sovietica nella versione in lingua inglese. L’agenzia titola che «la Russia è per la pace il prima possibile». Il capo negoziatore russo, Vladimir Medinsky ha dichiarato all’Agenzia Tass la volontà di «raggiungere l’impegno del nostro Stato e il compito assegnato dal presidente è la pace sul suolo ucraino – ancora – vedere uno Stato pacifico, neutrale e amichevole, che non sarà la roccaforte della NATO o una cittadella di forze che vogliono arrecare danno a nostro Paese».

Negoziati forse vicini alla svolta, Zelensky probabilmente disponibile ad un Paese «neutrale»

Dall’Italia le notizie ci regalano il sogno della speranza. Le nostre agenzie riferiscono che Medinsky avrebbe detto che Kiev sarebbe disponibile a raggiungere «neutralità smilitarizzata, stile Austria o Svezia, con un proprio esercito». Per il Ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov ci sarebbe «la possibilità di un compromesso». Lo stesso ribadisce che i colloqui sono comunque in salita e difficili. Difatti i negoziati non sono impresa semplice né soprattutto veloce.

Zelensky

Lo stesso Vladimir Zelensky nella notte ha detto che in questa fase i negoziati sembrano essere più realistici. Sebbene «difficili» ha detto, pare ci sia più spazio per «i compromessi». E anche l’affermazione veicolata dal leader di governo ieri «non possiamo entrare nella NATO», deve aver sortito i suoi effetti benefici in casa russa.

Negoziati forse vicini alla svolta, Zelensky probabilmente disponibile ad un Paese «neutrale». Tutto è ancora in divenire. Nel frattempo, l’esercito italiano ha diramato una circolare che prevede nuove regole per i soldati del nostro Paese. Ma la speranza vuole accendersi in tutti rispetto alla possibilità della fine del conflitto armato.

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