Necessità di proroga dell’opzione donna

L’Opzione Donna è una misura che consente alle lavoratrici di anticipare l’uscita dal lavoro. Esercitando la medesima, infatti, esse potranno andare in pensione già a 58 o 59 anni, a seconda che si tratti di dipendenti o autonome. Inoltre, tale opzione comporta una decurtazione dell’assegno pensionistico cui si avrebbe diritto se si andasse in pensione con le modalità ordinarie. Tuttavia, essa rappresenta un vantaggio non indifferente per chi vuole ritirarsi anticipatamente dal mondo del lavoro. Sicchè, se non interverranno ulteriori proroghe, l’opzione cesserà di esistere il 31 dicembre 2020 e dal 2021 non potrà più essere esercitata. Di conseguenza, si invoca la necessità di proroga dell’Opzione Donna da parte del mondo femminile del lavoro.

Le proroghe dell’opzione donna

L’Opzione Donna è stata introdotta dalla legge Maroni n. 243/2004. Successivamente, è stata reintrodotta dalla riforma Fornero e, di seguito, prorogata di anno in anno dalle leggi di bilancio. L’ultima proroga vi è stata ad opera della legge di bilancio 2020, che ha consentito l’accesso al beneficio, sino al 31 dicembre 2020. Il tutto, in presenza dei determinati requisiti anagrafici e contributivi.

Necessità di una nuova proroga

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Come anticipato, dunque, vi è necessità di una proroga dell’Opzione Donna. Infatti, se questa non interverrà, a partire dal 1° gennaio 2021 non sarà più possibile accedere al beneficio. Se, invece, al contrario, dovesse essere disposta una nuova proroga, anche altre lavoratrici potrebbero avvalersene. La conseguenza sarebbe che la facoltà di anticipare l’entrata in pensione con il taglio dell’assegno, sarebbe estesa anche ad altre donne. In particolare, a quelle che pur non avendone attualmente i requisiti, li maturerebbero a breve. Tuttavia, sul punto, sono maturate opposte opinioni. Infatti, alcuni sono convinti che la misura non verrà reiterata, anche in virtù del calo delle domande presentate per accedervi. Altri, invece, ne auspicano la conferma anche nel 2021, con l’avvento del nuovo pacchetto previdenza. Quindi, non resta che attendere la prossima manovra per capire, effettivamente, quale orientamento abbia avuto la meglio.

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